Chieti, crac Villa Pini: un’altra udienza sospesa

6 Aprile 2013

I giudici concedono il legittimo impedimento per malattia alla moglie di Angelini. Processo fermo dall’inizio dell’anno

CHIETI. Rinviata a venerdì 12 aprile per un mal di schiena che costringe a letto Annamaria Sollecito l’udienza per bancarotta fraudolenta in cui oltre a lei sono imputati il marito Vincenzo Angelini, ex patron del gruppo Villa Pini, la figlia Chiara e i componenti del collegio dei revisori dei conti Giovito Di Nicola, Guglielmo Ascione, Eugenio Fermo e Lorenzo Appignani. Il collegio giudicante ha riconosciuto alla moglie di Angelini il legittimo impedimento perché affetta da «blocco rachideo lombosacrale», come recita il certificato medico presentato in aula poco dopo le 9.30 di ieri mattina. È stata disposta la visita fiscale nella casa di Francavilla al Mare, dove risiedono i coniugi Angelini e intorno alle 12.40 il collegio presieduto dalla giudice Patrizia Medica ha deciso di aggiornare l’udienza a venerdì prossimo, data già calendarizzata per questo processo.

Un colpo della strega che, stando a quanto ha accertato il medico della Asl, ha bloccato Annamaria Sollecito a letto senza possibilità di mettersi in posizione eretta o di camminare, tantomeno di arrivare in tribunale a Chieti fino a giovedì prossimo. L’udienza di venerdì, dunque, dovrebbe svolgersi regolarmente a meno di ulteriori interruzioni.

Non è la prima volta che i giudici teatini riconoscono come legittimo impedimento la malattia dei coniugi Angelini, a processo perché accusati di una bancarotta fraudolenta da circa 200 milioni di euro. L’ultima udienza si è tenuta il 22 marzo e in quell’occasione fu Enzo Angelini a presentare un certificato medico. Il collegio giudicante dispose una visita fiscale, ma il responso arrivò soltanto dopo la sospensione dell’udienza: il medico legale aveva detto che l’imputato era sì malato, ma la patologia non era tanto grave da impedirgli di comparire in aula. Per questo la pubblica accusa, rappresentata ieri in aula dal procuratore capo Pietro Mennini e dal sostituto Giuseppe Falasca, ha chiesto di acquisire il certificato del medico di Angelini e quello del dipartimento di medicina legale. L’11 gennaio, invece, il collegio giudicante accettò come legittimo impedimento la malattia dell’imprenditore della sanità privata, certificata dal suo medico curante.

Ma l’udienza sarebbe stata comunque rinviata perché la notte prima c’era stato un attentato incendiario in tribunale che fece sospendere tutte le attività per un giorno. Restano dunque un paio le udienze all’attivo per il processo per il crac di 14 società, durante le quali sono stati ascoltati i testimoni dell’accusa e della difesa. Ma dall’inizio del 2013 il dibattimento non è andato avanti.

Francesca Rapposelli

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