«Chieti solidale orfana da anni di un nuovo piano aziendale»

CHIETI. Una lettera aperta per replicare al primo cittadino che ha parlato, a più riprese, dell’inefficienza delle società partecipate Teate servizi e Chieti solidale. Porta la firma di Paola...
CHIETI. Una lettera aperta per replicare al primo cittadino che ha parlato, a più riprese, dell’inefficienza delle società partecipate Teate servizi e Chieti solidale. Porta la firma di Paola Puglielli, segretario provinciale della Cgil funzione pubblica, e di Gabriele Martelli della Cisl funzione pubblica. «La necessità di “mettere mano” alle società partecipate del Comune è certa ma sicuramente lo è già da tempo. Non è possibile- spiega Puglielli- attribuire le colpe solo ai politici passati o, addirittura, ai sindacalisti. L’amministrazione comunale in carica poteva fare cambiamenti che, però, stiamo ancora aspettando». Intanto Chieti solidale e Teate servizi sono finite nell’occhio del ciclone. Chiedi solidale è ancora senza vertici mentre Teate servizi è stata tacciata di non aver riscosso, in termini di tributi, quanto previsto in bilancio. I sindacati, nella loro lettera, stilano un lungo elenco delle cose promesse dalla politica cittadina ma puntualmente disattese. «La storia dell’eterno rinvio dell’approvazione del piano industriale di Teate servizi si è consumata per l’intera passata consiliatura. Tale ritardo ha avuto importanti conseguenze come, ad esempio, lo stillicidio dei rinnovi dei contratti dei lavoratori interinali con il conseguente aumento del costo del lavoro, le ripetute interruzioni dei servizi, la condizione di grave precarietà per i lavoratori coinvolti. Allo stesso modo- precisano Puglielli e Martelli- per Chieti solidale sono anni che chiediamo, sia alla direzione aziendale che all’assessore competente un cambio di rotta, consapevoli della grande potenzialità che l’azienda poteva e può avere nell’ambito di numerose attività afferenti i servizi alla persona».
Insomma, i sindacati ricordano al sindaco che avevano chiesto, anche in numerosi incontri istituzionali, di voltare pagina sulla gestione delle due società comunali a partire dalla nomina di un management qualificato. «Anche perché- sottolineano i due sindacalisti- i cda, i presidenti, gli indirizzi e le direttive generali sono di decisione del sindaco e del consiglio comunale. Ci auguriamo che il primo cittadino ci convochi presto».(j.o.)

