Chieti, un costruttore di Pescara pronto a salvare l'hotel Dangiò

2 Novembre 2015

L’albergo simbolo, dove dormì anche Maradona, può diventare una residenza per anziani. Ora è devastato, ecco le foto

CHIETI. Tempo e vandali hanno devastato la sentinella di Chieti. Viene una stretta al cuore entrando in quei saloni e in quelle stanze d’albergo dove dormì anche Maradona. Luogo di ricevimenti di lusso e cucina di classe dello chef Ranieri, l’Hotel Dangiò, che sorge in cima alla collina tra San Martino e Tricalle, e dalla transcollinare svetta all’ingresso della città, è stato depredato. Lo dimostrano le foto choc che pubblichiamo. Ma il Dangiò, cartolina di Chieti, può rinascere grazie a un costruttore che ricopre prestigiosi incarichi nell’Ance ed ha Chieti nel cuore.

Francavillese, 55 anni, residente a Pescara, Antonio D’Intino rivela al Centro la sua scommessa. «Voglio ridare alla città un gioiello. Lo faccio per passione e attaccamento a Chieti che ha bisogno di ripartire». La sua scommessa è creare in cima alla collina da cui si domina la Val Pescara un residence per la terza età, con miniappartamenti per anziani, e non solo, e con servizi condivisi tipo sala giochi, piscina e palestra, in cui impiegare trenta giovani.

Il progetto ha gambe per camminare, esiste ed è stato posto all’attenzione dell’amministrazione Di Primio. L’operazione, impegnativa e milionaria, è esclusivamente privata. Ma la sinergia con il pubblico non può che dare risultati positivi per rilanciare una città in declino. La società che ha messo in campo la scommessa è la Madis, il cui nome spicca da anni sulla facciata del Dangiò. Ma i protagonisti che l’amministravano nel frattempo sono cambiati.

E’ proprio la Madis che, nel 2003, rileva il Dangiò dall’asta del fallimento Luciani. Gli imprenditori della sanità Lorenzo Spatocco e Luigi Pierangeli, insieme a D’Intino, decisero di investire su questo simbolo di Chieti. Ma alla base dell’acquisto non c’erano fini speculativi, era piuttosto un gesto d’affetto di Spatacco verso lo zio, proprietario dell’hotel.

Il primo progetto, all’epoca della giunta Ricci, di ricrearne una struttura alberghiera, con almeno 70 stanze, il doppio di quelle esistenti, da inaugurare in occasione di un grande evento sportivo come gli Europei di basket, però non andò in porto, anche perché sfumò la possibilità di trovare un quarto socio proveniente dal mondo degli hotel e quindi esperto di strutture di questo tipo. Dall’uscita di scena di Spatocco e Pierangeli, che hanno ceduto a D’Intino le loro quote della Madis, sono passati tre anni. L’immobile nel frattempo si è arricchito di tre ettari di terra, praticamente l’intera collinetta. E oggi il costruttore che ama Chieti mette in campo la sua idea e spalanca le porte a chiunque voglia investire sulla rinascita del Dangiò.