Chiusa la chiesa del Sacro Cuore: «I costi di gestione troppo alti»

foto di Leonardo Bellotti - https://www.paesaggioitaliano.eu/abruzzo/chieti
La parrocchia, di proprietà dei frati minori d’Abruzzo, dal 2013 è stata accorpata a Sant’Antonio Abate Don Angelo: «Anche le suore sono andate via alcuni mesi fa». Il gruppo scout: «Siamo cresciuti lì»
CHIETI. Bollette alte e costi di gestione mettono a dura prova anche le generose offerte dei fedeli nelle parrocchie teatine. È accaduto alla chiesa del Sacro Cuore, all’incrocio tra via padre Alessandro Valignani e via Giovanni Rossi, che da questa estate è stata costretta a chiudere le porte ai fedeli e al corposo gruppo scout Chieti 5 che ogni sabato e domenica si riuniva per le attività. Un importante luogo di riferimento per centinaia di fedeli della zona che da diversi mesi sono stati dirottati nella chiesa di Sant’Antonio Abate.
LA CHIESA – La parrocchia del Sacro Cuore, in cui celebrava le messe don Donatello Pellicciotta, in realtà è chiusa già da oltre un decennio. In particolare da quando nel 2013 i frati minori d’Abruzzo hanno lasciato la città per carenza di personale spirituale. Da quel momento, la chiesa di piazza Valignani si è unita a quella di Sant’Antonio Abate. Nel convento della parrocchia Sacro Cuore sono rimaste solo le suore. Ma dal mese di luglio scorso, il caro bollette ha messo in difficoltà anche loro. «Gli spazi della chiesa erano troppo grandi per loro», spiega don Angelo Di Rito della parrocchia di Sant’Antonio Abate, «ma non riuscivano più a mantenere la struttura perché era troppo grande per loro, così hanno deciso di trasferirsi in un altro spazio più piccolo, rimanendo sempre in città». Don Angelo ha quindi accolto a braccia aperte i tanti fedeli in arrivo dal Sacro Cuore e anche il gruppo scout Chieti 5. Per don Angelo la chiesa di piazza Valignani però sarà presto riaperta e riconsegnata ai fedeli. «So che ci sono trattative in corso per arrivare ad una soluzione e farla riaprire a breve», continua il parroco della chiesa di Sant’Antonio, «non conosco le condizioni strutturali interne, ma forse nel momento della riapertura dovrebbero fare dei lavori di manutenzione poiché è stata chiusa per diverso tempo».
IL GRUPPO SCOUT – Sono circa ottanta gli scout del gruppo Chieti 5 che da diversi anni si sono trasferiti nella chiesa di Sant’Antonio per le loro attività. «Ci siamo subito riadattati agli spazi», spiega Riccardo Di Prinzio del gruppo, «noi siamo cresciuti in quella chiesa, ci siamo molto affezionati. Ma così come fa un vero scout, abbiamo superato la difficoltà, come la chiusura della chiesa». E ora le attività continuano con la stessa energia al Sant’Antonio: «Gli spazi sono grandi e ci troviamo molto bene», conclude Di Prinzio.
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