Ciavocco, divieti ignorati Nel parco anche i ciclisti

Ortona. Indisciplinati all’assalto della zona verde senza rispettare le regole Le guardie ambientali: è il caso di mettere le telecamere della videosorveglianza
ORTONA. All’ingresso del Parco Ciavocco il cartello con tutte le regole da rispettare è ben evidente ai visitatori. Gli stessi si ritrovano lungo il sentiero che scende verso il litorale fino a collegarsi con la pista ciclopedonale. Eppure qualcuno sembra voler ignorare i divieti, come nel caso del ciclista da noi stessi immortalato a percorrere il parco con la sua mountain bike. Le norme di buona condotta parlano chiaro: «È severamente vietato l’ingresso a cicli e motocicli». Eppure l’uomo, incurante delle regole, pedalava lungo la strada dell’area verde come se nulla fosse. Arrivato davanti ad una piazzola vista mare, si è seduto per qualche minuto sulla panchina ad ammirare il panorama e poi di nuovo su a dare colpi di pedale. Purtroppo non è l’unico come testimoniano le guardie ambientali di Ortona: «È accaduto che i cittadini ci abbiano segnalato la presenza di ciclisti e che ben otto di loro siano scesi seduti sulle proprie mountain bike dalla scalinata», dicono. «Il nostro controllo ha dei giorni e degli orari stabiliti», avvisano, «nel caso in cui si verificano problemi al di fuori dei momenti di nostra competenza, ci si può rivolgere alla polizia municipale, all’ufficio tecnico comunale o presso la segreteria del sindaco».
Non sempre quindi al Parco Ciavocco si registrano comportamenti esemplari. D’altronde già dai tempi della sua inaugurazione il Centro aveva segnalato le prime bravate opera di ragazzini con panchine e staccionate imbrattate di scritte. L’ultimo episodio di scorrettezza si è verificato giovedì sera, poco prima delle 20: «I nostri operatori hanno sorpreso e richiamato alcune persone che avevano scavalcato la cancellata del parco dopo l’orario di chiusura», aggiungono le guardie ambientali. «C’è anche chi passeggiando sulla pista ciclopedonale decide di risalire in città e una volta raggiunto l’ingresso chiuso del Ciavocco lo scavalcano tranquillamente. Forse», concludono avanzando una proposta all’amministrazione comunale, «sarebbe opportuno installare delle videocamere di sorveglianza».
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