Cinghiali, altri 3 incidenti I vastesi lanciano l’allarme

3 Febbraio 2020

I timori di automobilisti e agricoltori arrivano a Roma: «La sicurezza è a rischio» Su internet crescono i gruppi per denunciare il problema: «Le istituzioni assenti»

VASTO. Tre incidenti in poche ore. Anche nel corso dell’ultimo weekend i cinghiali hanno provocato incidenti. Uno schianto si è verificato sulla provinciale in località San Lorenzo; un altro nei pressi della Riserva di don Venanzio, a Pollutri, dove 7 ungulati hanno circondato un’auto; il terzo sulla statale a nord di Vasto. Altri due incidenti sono stati evitati in zona Mottagrossa.
L’esasperazione cresce e, contestualmente, aumenta anche il numero di iscritti al gruppo nato sul web “Emergenza cinghiali, Vasto Lanciano e dintorni”. Alle 14 di ieri gli iscritti erano 1.545, ma in serata il numero è cresciuto ancora.
«L’idea di questo gruppo», dice l’amministratore Michele Trofino, «è raccogliere le testimonianze e portare tutta la documentazione alle autorità competenti. Siamo pronti ad andare a Roma a far valere il nostro diritto alla sicurezza, a raccontare la paura e la disperazione di chi perde tutto. Il nuovo codice della strada rende obbligatorio l'uso delle cinture di sicurezza, il divieto di utilizzare i cellulari in auto e impone dei limiti di velocità. E su come risolvere il problema cinghiali? Noi siamo disposti a guidare a 50 chilometri orari ma non è giusto dover tornare a casa con il carro attrezzi e, soprattutto, vogliamo tornare a casa incolumi dopo una giornata di lavoro. C’è anche chi non ha questa opportunità e finisce in ospedale o, peggio, per colpa di un destino avverso non è tornato più a causa di un cinghiale che si trovava al momento sbagliato nel posto sbagliato. Se l’abbattimento non è una soluzione, qual è l’alternativa?», chiede Trofino. «Non tocca a noi decidere come e dove intervenire, ma la nostra vita non può valere meno di quella di un cinghiale», scrive Trofino, pronto ad una trasferta romana. Di sicuro, la preoccupazione è tanta. Grande anche il rammarico per l’assenza della politica sia locale che nazionale. Agli automobilisti si uniscono gli agricoltori. C'è chi punta il dito contro chi ha deciso di togliere i selettori che affiancavano la forestale. «Loro erano preparati», scrive E.B., «e sapevano quali esemplari abbattere. Senza contare che erano abili e riuscivano a spingerli lontano dalle strade e dai centri abitati». Nel gruppo c’è anche chi propone battute di caccia 24 ore su 24. «Questo gruppo», ripete Trofino, «ha l’obiettivo di denunciare pubblicamente una situazione non più sostenibile. Assistiamo alla caccia agli automobilisti e al crescere di problematiche correlate alla crescita incontrollata e, probabilmente, inarrestabile di ungulati. La speranza è che le autorità competenti leggano, si rendano conto e decidano finalmente di trovare una soluzione in difesa della nostra sicurezza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA