Cinque vaccini per 200 pazienti La rabbia di Ferrara: è incredibile

Arriva la nuova fornitura, ma pochissime dosi per il sindaco-medico: stesso copione per altri dottori Il primo cittadino denuncia ancora i disagi: «Troppe persone restano senza, fornitura insufficiente»
CHIETI . Non sono bastati gli appelli da sindaco e da medico sulla carenza di vaccini anti-influenzali. Non è bastato neanche l’aver fatto fronte comune con gli altri quattro colleghi medici della nuova amministrazione. Il medico-sindaco Diego Ferrara potrà contare per il suo ambulatorio solo su 5 dosi di vaccino, a fronte di circa 200 pazienti che avrebbero potuto essere vaccinati. Alla notizia di così poche dosi, arrivata martedì sera, il primo cittadino ha messo da parte la solita compostezza dei modi per sfogare rabbia e preoccupazione. «Sono esausto e furioso», ha detto tra esasperazione e incredulità, «è arrivata la seconda tranche di vaccini contro l’influenza e purtroppo, come la Asl aveva annunciato, le dosi sono largamente insufficienti a far fronte al fabbisogno potenziale». Ferrara ha subito chiesto spiegazione alla Asl e ha così scoperto che i medici massimalisti avevano ricevuto più dosi degli altri nel corso della prima distribuzione del vaccino, per cui adesso si sarebbe dovuto riequilibrare la distribuzione. Essendo un medico massimalista (1.500 pazienti) Ferrara ha, quindi, ricevuto più dosi degli altri colleghi non massimalisti nel corso della prima distribuzione e quindi adesso gli sarebbero spettate solo 4 dosi di vaccino, che poi sono diventate 5 ma probabilmente solo perché la confezione minima era da 5 dosi.
Il sindaco-medico suddivide le sue giornate in mattinate passate al Comune e pomeriggi allo studio medico, portato avanti anche dal figlio e da un sostituto. Ma ieri mattina alle 11 ha voluto andare personalmente nei locali del Siesp, Servizio di igiene epidemiologia e sanità pubblica, per ritirare le dosi di vaccino che gli spettavano. Poco dopo le 11 si è presentato all’ex Brefotrofio, dove hanno sede gli uffici Asl, e per prima cosa ha chiesto come mai gli toccassero così poche dosi. Visto che la responsabilità è della Regione, i funzionari della Asl non hanno potuto fare altro che rispondere che quelle erano le dosi arrivate e che si trattava di una «distribuzione equa». Equa? Il termine lo ha fatto sobbalzare dietro alla mascherina, ma poi ha ritirato i suoi cinque vaccini subito riportati all’ambulatorio medico di via Arniense. «Nel corso di questa seconda distribuzione», ha detto Ferrara, «ai colleghi non massimalisti hanno consegnato un massimo di 60 dosi ciascuno. Non sono le mie 5 dosi, ma sono comunque insufficienti. Secondo quanto mi è stato riferito dagli uffici competenti, in provincia di Chieti le dosi di vaccino antinfluenzale distribuite nella prima tranche sono state 48mila, a fronte di una platea di potenziali destinatari pari a poco più di 80mila persone. Adesso è arrivata questa seconda tranche di 11mila dosi assolutamente insufficiente».

