Clandestini fermati in taxi sull’A14: andavano a Milano

4 Ottobre 2020

VASTO. Dopo essere sbarcati insieme ad una cinquantina di immigrati sulle coste baresi, stavano cercando di raggiungere la Francia in taxi. Il loro viaggio è però finito in Abruzzo. Ieri mattina, tre...

VASTO. Dopo essere sbarcati insieme ad una cinquantina di immigrati sulle coste baresi, stavano cercando di raggiungere la Francia in taxi. Il loro viaggio è però finito in Abruzzo. Ieri mattina, tre giovani uomini di origine turca di etnia curda sono stati intercettati e fermati dalla polizia stradale di Vasto sull’autostrada A14.
«I tre», spiegano dalla Stradale, «erano arrivati all'alba di venerdì in Italia a bordo di un barcone che li aveva lasciati sulla riviera del lungomare barese. Sul barcone si trovavano cinquanta stranieri: lo sbarco non è passato inosservato. Trentacinque di loro sono stati subito bloccati dalle forze dell'ordine e accompagnati all’Ufficio immigrazione della Questura di Bari».
«Un’altra quindicina di extracomunitari invece è riuscita ad allontanarsi divisa in gruppi. Ogni gruppo ha preso destinazioni diverse. Grazie alla segnalazione arrivata dalla Polfer di Bari», annota la polizia stradale di Vasto, «siamo riusciti ad individuare un taxi sul quale erano saliti tre dei clandestini fuggiti a Bari».
L'intenzione dei curdi era quella di raggiungere Milano a bordo del taxi e, poi, dal capoluogo lombardo salire su un treno diretto in Francia. Il tassista ha imboccato quindi l'autostrada A14, ma subito dopo il casello di Lanciano, verso mezzogiorno, la pattuglia della Sottosezione della polizia stradale di Vasto sud, allertata dal Centro operativo autostradale di Pescara, è riuscita ad intercettare il taxi con i tre clandestini a bordo. I tre stranieri, per prima cosa, sono stati accompagnati all’ospedale civile di Lanciano e sottoposti ai tamponi per il Covid-19. I test sierologici sono risultati negativi e i giovani, interrogati dagli agenti, hanno dichiarato di essere etnia curda. La loro fedina penale è pulita: non hanno precedenti in Italia. In tarda mattinata sono stati quindi messi a disposizione dell’Ufficio immigrazione della Questura di Chieti che, a questo punto, deciderà il da farsi. «Dopo il disbrigo delle relative pratiche», spiega la polizia, «darà corso alle decisioni che riterrà più opportune». (p.c.)