«Condizioni inaccettabili nei reparti del San Pio»

VASTO. Ospedale San Pio di Vasto: il presidente della Commissione di vigilanza della Regione, Pietro Smargiassi (M5S), dopo la visita ispettiva della settimana scorsa, passa in rassegna alcuni...
VASTO. Ospedale San Pio di Vasto: il presidente della Commissione di vigilanza della Regione, Pietro Smargiassi (M5S), dopo la visita ispettiva della settimana scorsa, passa in rassegna alcuni reparti. «La situazione è drammatica e inaccettabile», denuncia.
CARDIOLOGIA«Sotto la scrivania dell'area di controllo della terapia intensiva», spiega Smargiassi, «ci sono cavi sparsi ovunque: basta un movimento sbagliato o un liquido qualsiasi a terra che si rischia di far saltare collegamenti importanti. Nel reparto ci sono materiali abbandonati lungo i corridoi da anni, come stampanti, tastiere, sedie a rotelle. L'area è lasciata alla stregua di un magazzino. Per il distanziamento Covid, sono stati ridotti i posti letto a tre. Questo è un problema. Grazie all'abnegazione di chi lavora nel reparto è stato possibile allestire un'area grigia per pazienti in attesa del risultato del tampone, e ciò ha permesso un'ottima protezione dai focolai, tanto che qui la Cardiologia non ha mai chiuso durante l'emergenza. Per la strumentazioni, da oltre un anno manca il tappeto per le prove da sforzo e si registrano difficoltà con gli holter, mentre un ecografo è lasciato in abbandono lungo un corridoio».
ORTOPEDIAIl reparto che copre non solo il Vastese ma anche l'area frentana e il Molise, manca di 5 unità mediche. C'è stata una drastica riduzione delle sedute operatorie. Una situazione complicata, che blocca molti interventi programmati. «Per quanto riguarda le strumentazioni», spiega Smargiassi, «il problema principale riguarda i letti a disposizione dei pazienti, che non sono né elettrificati né sembrano garantire le necessarie misure di sicurezza».
NEUROLOGIA«Non si comprende il motivo», afferma Smargiassi, «per cui si trovi in un padiglione diverso da quello dei reparti salvavita. Questo comporta problemi logistici enormi per spostare i pazienti anche per fare le Tac. C'è poi il problema ascensori, un tema già messo in luce a settembre 2020. Mancano strumentazioni indispensabili per diagnosticare la morte cerebrale, mancano monitor multiparamedici e un ecografo. Manca un sistema di aria condizionata».
PRONTO SOCCORSOA parere di Smargiassi ci sono difficoltà di ogni genere. «Si resta sgomenti. Carenza di personale, pazienti Covid, emergenza urgenza, lavoratori costretti a turni massacranti per rispondere alle esigenze degli utenti. Nulla», dice il consigliere regionale, «dovrebbe essere sconosciuto ai vertici della Asl, eppure nessuno interviene. Ci stiamo avvicinando all’estate, in cui gioco forza aumenterà il potenziale numero di utenti».
MEDICINALe maggiori criticità riguardano la carenza di personale e i pochi holter. Manca uno spirometro da luglio 2020 e, dopo aver segnalato questa necessità, la Asl ne ha acquistato uno «di livello del tutto inaccettabile».
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