Covid, boom di casi tra i giovani: «Contagiano anche i loro nonni»

12 Gennaio 2022

Numeri a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno: impennata dell’incidenza tra i ragazzi L’esperto Vecchiet: «Focolai nelle famiglie perché molti asintomatici, servono prudenza e vaccini»

CHIETI . Il Covid si fa strada tra i più giovani. Lo confermano anche i dati certificati dalla Asl Lanciano Vasto Chieti. Basta un confronto per rendere l’idea di quanto il virus sia diffuso tra i ragazzi. Un grafico prodotto dall’azienda sanitaria mette a paragone i numeri dei nuovi casi nelle diverse fasce d’età, che si sono registrati nel periodo 9 dicembre 2020-9 gennaio 2021 e 9 dicembre 2021-9 gennaio 2022. Una differenza che appare netta. E dal primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Chieti, Jacopo Vecchiet, arriva l’appello a prudenza e vaccinazioni: «Sono entrambi fondamentali per frenare l’aumento dei contagi», dice.
IL CONFRONTO
La comparazione tra l’incidenza ogni 100mila abitanti nel periodo 9 dicembre-9 gennaio rispetto allo stesso arco temporale dello scorso anno, rivela quanto il Covid si sia esteso tra la popolazione giovanile. Nella fascia 0-2 anni l’incidenza si attesta a 1.804,8 ma nello stesso periodo dell’anno scorso era di 388,7. Differenza netta anche tra i bambini di età 3-5 anni: oggi l’incidenza è a 2.890,9, l’anno passato 200,6; nella popolazione 6-10 anni oggi è quasi tredici volte di più, in quella tra 11 e 13 anni è aumentata di nove volte mentre per la fascia 14-18 anni addirittura di sedici. Infine l’incidenza nella popolazione over 18 è passata da 576,9 del periodo dicembre-gennaio dello scorso anno a 3.858,3 di questo. «Nelle fasce 3-5, 6-10 e 11-13 anni, si conferma un dato di incidenza in incremento rispetto allo stesso periodo del 2020, meritevole di ulteriore monitoraggio», commentano dall’azienda sanitaria.
PARLA L’ESPERTO «Tra i giovani c’è una maggiore interazione, c’è il desiderio di avere una vita sociale, come giusto che sia. Ma tutto questo contribuisce alla diffusione del virus», commenta il professor Vecchiet. «È innegabile che nelle fasce adolescenziali il virus ha un impatto diverso, molti sono asintomatici, questo però è anche uno dei principali problemi». Il motivo lo spiega subito: «Veicolano il virus in famiglia ed a quel punto le possibilità sono due. Possono trovare genitori e nonni vaccinati, per cui questi riescono a proteggersi più agevolmente dal Covid o, in caso contrario, il rischio è che possano finire in ospedale è alto». L’esperto inoltre avverte: «Non sappiamo a priori quali siano i soggetti che possono avere un impatto peggiore con la malattia, guardando ai grandi numeri i ragazzi sicuramente non hanno problemi, ma sappiamo anche che ci sono bambini per cui bisogna ricorrere all’ospedale».
OSPEDALI IN DIFFICOLTÀ
È importante frenare la diffusione della malattia. «Gli ospedali stanno tornando in sofferenza», ammette Vecchiet, «noi stiamo ancora smaltendo i ricoveri delle festività natalizie.
L’APPELLO
Ed allora il professore rinnova l’invito alla popolazione: «Serve più prudenza e bisogna vaccinarsi. Chi non lo ha fatto, lo faccia. Sottolineo che in questo momento l’80 per cento di soggetti ospedalizzati non è vaccinato», conclude il direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Chieti. «Ad oggi contagiarsi non significa sempre ammalarsi. E se si è vaccinati, è più semplice che questo scenario si presenti».
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