Da Lanciano fino a Santiago: tremila chilometri in bici

2 Settembre 2020

LANCIANO. Tremila chilometri, un mese in bici, un susseguirsi di albe e tramonti, paesaggi mozzafiato, profumi di terra e mare, di boschi e salsedine. Da Lanciano a Santiago de Compostela un viaggio...

LANCIANO. Tremila chilometri, un mese in bici, un susseguirsi di albe e tramonti, paesaggi mozzafiato, profumi di terra e mare, di boschi e salsedine. Da Lanciano a Santiago de Compostela un viaggio affrontato con uno zaino, una tenda ma soprattutto determinazione, passione e forza di volontà. È l’impresa compiuta da Gelsio Di Giovanni, 44enne imprenditore lancianese che in sella alla sua gravel bike (una bici adatta alle strade ghiaiose e sterrate) è partito da Lanciano il 25 luglio e ha raggiunto Santiago de Compostela il 21 agosto. Anzi, è andato oltre il cammino dell’apostolo Giacomo arrivando a Finisterre. «È il chilometro zero del cammino, il punto più a occidente dell’Europa», dice Di Giovanni, da poco rientrato a Lanciano, «ora non sarà facile abituarsi ai ritmi del lavoro, ma soprattutto al tempo scandito dagli orologi visto che in questo mese sui pedali è stato indefinito». È felice il 44enne per l’impresa sognata da tempo e decisa durante il lockdown. «Ho sempre voluto fare un viaggio all’avventura con la mia bici», racconta, «poi è arrivato il lockdown e la chiusura mi ha spinto a dire: “questa volta vado”. Così assieme al mio amico Guglielmo De Nobile abbiamo messo a punto la bici, il carico da portare dovendo affrontare 7/8 ore al giorno in sella. E il 25 luglio, dopo aver saluto mia figlia Giorgia e i miei amici, sono partito». Nello zaino un sogno da realizzare. Prima tappa Lanciano-Tagliacozzo, poi Roma, il Tirreno, la via Francigena, la costa ligure, quella Azzurra e il taglio della Francia, Lourdes dove ha preso il passaporto da pellegrino e il 21 agosto Santiago. «Alle 20.30 sono entrato in piazza», dice, «non ci potevo credere: ce l’avevo fatta! Una felicità indescrivibile. Ma dovevo arrivare alla “fine del mondo” così ho ripreso la bici e sono andato a Finisterre. È stata un’esperienza unica, ho alloggiato tra ostelli, tende, hotel, ho scoperto luoghi bellissimi e conosciuto persone fantastiche. Era bello fermarsi ai bar per un caffè, una birra e conoscere posti nuovi, sentir parlare lingue diverse e persone che ti incitavano ad andare avanti. I momenti di sconforto? È stata più stanchezza ma bastava guardare il paesaggio, sentire mia figlia e gli amici e ho realizzato il mio sogno». (t.d.r.)