Da oggi panini per 1.800 alunni «La mensa partirà tra un mese»

4 Ottobre 2021

L’assessore Giammarino: non potevamo fare altrimenti, cercheremo di riattivare il servizio al più presto I consiglieri della Sinistra contro l’opposizione: facile criticare, risolviamo i problemi causati proprio da loro

CHIETI. «Ora stiamo solo correndo per accorciare i tempi: nel giro di un mese, ma io spero anche prima, dovremmo individuare il nuovo gestore della mensa». Comune nel caos dopo la sentenza del Tar che ha sospeso l’appalto della refezione scolastica, con gli uffici alla ricerca di un nuovo gestore nel più breve tempo possibile come da indicazione dell’assessore all’istruzione Teresa Giammarino. «Purtroppo il Comune», continua l’assessore, «non poteva fare altro che quello che ha fatto: cioè aspettare il pronunciamento del Tar. Il tribunale doveva pronunciarsi molto prima ma lo ha fatto solo adesso, alla vigilia della partenza del servizio mensa che, per volontà dei presidi e non nostra, sarebbe dovuto iniziare il 4 ottobre». E quindi oggi 1.800 scolari che avrebbero dovuto mangiare a mensa, torneranno a scuola con il pranzo portato da casa. «Non mangeranno in classe», precisa Giammarino, «saranno condotti nei locali della mensa dove consumeranno il pasto da casa, così come il Comune ha autorizzato da qualche giorno, da quando, cioè, ci siamo accorti che i giudici del Tar ritardavano l’attesa decisione e che quindi, probabilmente, non avrebbero deciso in tempo per la riapertura della mensa. Non sappiamo quanto tempo durerà questo nuovo regime: non sappiamo se occorrono indagini di mercato o se possiamo convocare subito le ditte che gestiscono il servizio. Ho chiesto agli uffici di fare il più in fretta possibile, ma rimane l’indicazione di fondo che bisogna fare tutto secondo quanto prevede la legge. Non sono ammesse scorciatoie, a maggior ragione visto che si tratta di un servizio così importante per i più piccoli».
Con l’ordinanza del Tar pubblicata sabato scorso che sospende l’appalto da 5.259.160 euro, al Comune non resta che avviare una procedura d’urgenza per trovare un nuovo gestore. «Deve essere però un soggetto terzo», spiega l’assessore, «rispetto a quelli che sono già in gioco». Vale a dire che il Comune non può rivolgersi né ha chi ha vinto la gara, né a chi ha fatto ricorso. Anche se le scuole, di propria iniziativa, possono fare come vogliono.
Intanto tra i genitori è un coro di proteste. Prontamente rilanciate dai consiglieri di minoranza. Sul tema intervengono anche i consiglieri della Sinistra con Diego, Alberta Giannini, Edoardo Raimondi e Silvio Di Primio: «Esprimiamo solidarietà alle famiglie», dicono i tre consiglieri, «e rinnoviamo la fiducia nell’operato del sindaco e della giunta, che hanno ritenuto di dover necessariamente procedere a un nuovo appalto in quanto il servizio reso dalla ditta precedente, (la stessa che ha inoltrato il ricorso al Tar), è stato bocciato nel corso degli anni dagli utenti». Il riferimento è alla ditta Ladisa, che ha svolto sinora il servizio e che ha proposto il primo ricorso al Tar. C’è stato anche un secondo ricorso, proposto da un’altra ditta che ha partecipato alla gara, la Compass Group Italia spa, che però non è stato ammesso. «Alla minoranza», continuano Giannini, Raimondi e Di Primio, «sia quella che ha tra gli spalti ex amministratori protagonisti dell’affidamento del servizio che hanno omesso di imporre, dando specifici indirizzi, di vigilare sulla qualità del servizio, nonostante le note e ripetute lamentele degli utenti, sia quella alla prima consiliatura che pur non avendo più titolo comunque rimane all’interno della commissione mense (il riferimento è alla consigliera Serena Pompilio, ndc) diciamo che è più semplice dire che fare, che non basta avere la sindrome del primo della classe per essere in grado di governare una città che è stata completamente abbandonata per gli ultimi dieci anni».