Debiti fuori bilancio da 1,2 milioni: l’opposizione boicotta il consiglio

VASTO. Debiti fuori bilancio pari a un milione e 200mila euro. È uno dei nove argomenti all’ordine del giorno del consiglio comunale in programma oggi alle 7.45 in seduta di prima convocazione e alle...
VASTO. Debiti fuori bilancio pari a un milione e 200mila euro. È uno dei nove argomenti all’ordine del giorno del consiglio comunale in programma oggi alle 7.45 in seduta di prima convocazione e alle 9 in seconda. L’opposizione è sul piede di guerra. «Sono debiti frutto di cause perse che risalgono agli ultimi 6-7 anni, compreso mezzo milione di interessi passivi che il Comune è stato condannato a ripagare a una società di credito, dopo aver rifiutato il pagamento di fatture che ora si vedrà costretto a saldare con gli interessi moratori di 500mila euro a carico dell’ente», commentano Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Guido Giangiacomo, Antonio Monteodorisio e Giuseppe Soria, «questa è la giunta Menna: debiti a go-go e disservizi. Non bastavano i 18 milioni del piano di riequilibrio sulle spalle dei vastesi, adesso si aggiunge anche questo debito milionario fuori bilancio. Non potendo votare contro lasceremo ai colleghi del centrosinistra l’onere di avallare i debiti che loro stessi hanno prodotto, boicottando il prossimo consiglio comunale. Che è stato fissato arbitrariamente dal presidente del consiglio Marco Marchesani scegliendo una data che la maggioranza dei consiglieri di opposizione avevano chiesto esplicitamente di evitare», concludono i cinque consiglieri del centrodestra.
La replica dell’amministrazione arriva a stretto giro: «I debiti che siamo costretti a pagare sono quelli prodotti da uno scellerato contratto del 2005 voluto dalla giunta di cui faceva parte l’attuale consigliere comunale Giangiacomo», replica il sindaco Francesco Menna, «quindi, per sintetizzare, chi in passato ha consentito di firmare un contratto che alla città non ha portato fino ad oggi alcun miglioramento, ma solo spese, oggi critica l’amministrazione che ha cercato in ogni modo di revocare quell’accordo. Ricordo che attualmente, a fronte di circa tre milioni di euro l’anno di illuminazione pubblica pagata, la società a cui venne affidata la gestione della pubblica illuminazione non solo non cambia i pali della luce, ma nemmeno una lampadina rotta, tutto è fatto dal Comune a sue spese. Non vedo l’ora che arrivi nel 2025 la scadenza del contratto», conclude Menna, «e poter così procedere ad un nuovo bando per illuminare tutti i quartieri ancora sprovvisti di illuminazione».
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