«Demolite i 16 box con l’eternit» Il Tar gela i residenti di via Saline

14 Settembre 2022

Bocciato il ricorso dei condomini delle palazzine Ater di Brecciarola contro l’ordinanza del Comune I giudici amministrativi: magazzini e garage realizzati su area pubblica senza concessione edilizia

CHIETI. I box in lamiera e copertura in eternit che si trovano vicino alle case popolari Ater in via Saline, a Brecciarola, vanno abbattuti. Anche il Tar non va in soccorso dei proprietari che non vogliono distruggere le strutture utilizzate come garage e magazzini nei pressi delle case popolari. I cinque proprietari delle baracche devono arrendersi: il tribunale amministrativo rigetta il ricorso presentato e sancisce l’abbattimento ordinato sin dal 1980. È quanto stabilisce la sentenza a firma dei giudici Paolo Passoni, (presidente), Michelangelo Francavilla e Anna Corrado (estensore). Al Tar si erano rivolti i cinque proprietari assistiti dall'avvocato Dario Marrocco che avevano chiesto l’annullamento dell’ultima ordinanza comunale, risalente al 2017, con la quale si ordinava la demolizione di opere definite come abusive che si trovano in un’area di pertinenza delle case Ater e di proprietà comunale.
Il Comune, rappresentato e difeso dagli avvocati Marco Morgione e Patrizia Tracanna, ha visto riconosciuta la bontà della propria ordinanza e ora potrà far valere il diritto di veder abbattute le baracche come chiesto dai residenti della zona.
«Il ricorso è infondato e deve essere respinto», hanno infatti sentenziato i giudici, mentre i ricorrenti sostenevano la tesi dell’«eccesso di potere per travisamento di fatto storico posto alla base del provvedimento» e dell’insufficienza della motivazione. «Trattandosi di opere realizzate su area comunale, dato incontestato», dicono i giudici nel dispositivo della sentenza, «senza alcun titolo edilizio, l’ordinanza risulta legittimamente adottata. Né d’altro canto può ritenersi accoglibile la censura in tema di tutela dell’affidamento che il lungo trascorrere del tempo dalla realizzazione delle opere avrebbe ingenerato nei ricorrenti».
L’abbattimento era stato ordinato la prima volta a fine 1980. Con l’ordinanza sindacale numero 25 del primo dicembre 1980, gli assegnatari degli alloggi Ater di via Saline 19 sono stati infatti diffidati a demolire i 16 box realizzati in assenza di titolo abilitativo, destinati a magazzini e garage. Ma l’ordinanza sindacale è caduta nel vuoto. Tanto che, 33 anni dopo, nel 2013, l’amministrazione comunale fa un sopralluogo in via Saline e si accorge che i fabbricati sono ancora al loro posto. Viene anche chiesto un condono edilizio: ma per la maggior parte dei casi è stato emesso atto di diniego, per alcuni, invece, l’iter è ancora in corso di definizione. (a.i.)
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