Denso, sì all’uscita di 80 lavoratori ma arrivano 27 nuove assunzioni

4 Marzo 2022

Firmato ieri l’accordo tra azienda e sindacati sui contratti di espansione: in pensione 5 anni prima Rossi (Uil): questa fabbrica può produrre tanto altro, speriamo che i dirigenti diversifichino presto

SAN SALVO. Via libera ai “contratti di espansione” alla Denso di San Salvo. Ieri mattina nella fabbrica di Piana Sant'Angelo, al termine di un incontro fra azienda e sindacati, è stato firmato ufficialmente l'accordo. È stato l'ultimo passaggio della procedura partita un mese fa con l'accordo raggiunto al ministero del Lavoro tra la Denso Manifacturing e le organizzazioni sindacali.
Con i contratti di espansione saranno accompagnati alla pensione circa 80 lavoratori a cui corrisponderà l'assunzione di 27 figure professionali a tempo indeterminato. Il nuovo contratto, in linea con quanto già condiviso nel 2021, si è reso necessario per dare continuità ai processi di reindustrializzazione e riorganizzazione intrapresi dalla Denso, finalizzati ad una maggior efficienza del sito di San Salvo in previsione della cosiddetta elettrificazione del settore automotive, con il progressivo abbandono dei motori a combustione.
Ora vanno individuati gli 80 lavoratori che hanno i requisiti necessari per lasciare la fabbrica 5 anni prima. In qualche caso agganciando ai 5 anni altri due anni di cassa integrazione, qualche lavoratore potrà lasciare la fabbrica 7 anni prima. Per poterlo fare va fatta la verifica dell'Ecocert, ossia dell’estratto conto certificativo, documento che attesta i contributi che un lavoratore ha versato nella sua vita lavorativa. Per ottenerlo occorre fare una richiesta all'Inps attraverso un intermediario abilitato o direttamente on line.
I contratti di espansione non risolvono certo i problemi del colosso industriale. Alla crisi dell'automotive e all'incertezza sul futuro dei motori elettrici si uniscono i nuovi problemi provocati dalla guerra in Ucraina.
«Per Denso come per tutte le aziende», dice Roberto Rossi rsu Uil, «il conflitto in corso tra Russia e Ucraina potrebbe provocare nuovi danni economici. Stanno salendo tutti i prezzi. Vanno verso il rialzo i prezzi di energia elettrica, gas, costi di trasporto. Poi c'è il crollo delle borse. Uno scenario preoccupante».
La crisi dell'automotive a parere dei sindacati va comunque bypassata. Tra vulnerabilità del sistema produttivo per carenza di semiconduttori e materie prime, transizione green e conseguenze della pandemia, la decrescita del mercato auto prosegue la sua corsa. In attesa che nuovi investimenti sull'elettrificazione siano destinati al mercato europeo, è necessario che la Denso porti a San Salvo lavoro e anche produzioni alternative a quelle attuali per evitare che possano esserci nuove ricadute sull'occupazione.
Per i sindacati va portato lavoro nel sito produttivo di Piana Sant'Angelo. «È necessario», dice Rossi, «portare altre produzioni a San Salvo. Questa fabbrica è in grado di produrre anche altro. Tutti noi dobbiamo lavorare. La fabbrica e le famiglie vanno protette». (p.c.)
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