Di Iorio: un piano per rilanciare il turismo in città

9 Settembre 2020

Il candidato del polo civico punta a creare un albergo diffuso E con la lista di Chieti Viva ha già incontrato gli operatori

CHIETI . Creare un albergo diffuso per rivitalizzare il turismo cittadino. È la proposta di Chieti Viva, la civica di Alessandro Marzoli, e del candidato sindaco Bruno Di Iorio. Lunedì scorso Marzoli, Di Iorio e i candidati di Chieti Viva, Rita Iolanda Di Falco e Giampiero Riccardo, hanno incontrato i proprietari di bed and breakfast della città, coinvolti nell'occasione da Brigitta Berghella. «Gli albergatori», fa sapere Marzoli, «hanno evidenziato le numerose difficoltà che vivono, stante l'assenza di parcheggi, servizi, eventi e proposte che possano rendere la città attrattiva. L’impegno è quello di dare una nuova vocazione al nostro territorio che non può più contare su militari e uffici pubblici, ma può divenire un eccezionale punto di riferimento per il turismo nel centro Italia. Per far questo occorre valorizzare tutte le risorse della città, facendo rete con albergatori, ristoratori, organizzatori di eventi, sotto l'egida di figure competenti nel terzo settore, così da poter offrire al turista un ventaglio di opportunità in una logica di connessione territoriale».
Marzoli e Di Iorio puntano sulle potenzialità del territorio: «Cultura, con manifestazioni che valorizzino i beni esistenti, dall’anfiteatro romano ai tempietti, alle terme, alla ex pescheria, fino alle piazzette e ai vicoli di Porta Pescara, che propongano percorsi enogastronomici, anche nella parte bassa della città e che arrivino a porre Chieti al centro di visite guidate, dal vicino parco nazionale alla costa dei trabocchi. Un biglietto unico per la visita nei musei, percorsi nella Chieti sotterranea e pernottamento nello splendido scenario della nostra città potrebbero diventare strumenti di promozione turistica di forte attrattiva se efficacemente comunicati. Il modello “albergo diffuso”, famoso in Abruzzo con la prima esperienza a Santo Stefano di Sessanio», continuano, «si è rivelato particolarmente adatto per valorizzare borghi e centri storici di interesse artistico o architettonico, che in tal modo possono recuperare vecchi edifici chiusi e al tempo stesso possono risolvere i problemi della ricettività turistica con nuove costruzioni». (a.i.)