Di Primio contro la Corte dei conti «Calcoli sbagliati, faccio ricorso»

14 Novembre 2019

Il sindaco contesta il provvedimento dei giudici dell’Aquila che segnalano gravi irregolarità nei bilanci «Errati il metodo usato per le verifiche e le somme indicate». Incarico da 5mila euro per fare appello

CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio fa ricorso contro il provvedimento della Corte dei conti dell’Aquila che ha accertato «gravi irregolarità» nella gestione finanziaria del Comune di Chieti. In estrema sintesi, secondo la magistratura contabile, l’ente ha 10 milioni di euro “finti”. Sono come i soldi del Monopoli: esistono soltanto sulla carta ma non valgono niente. Ecco perché al Comune è stato assegnato il termine di 60 giorni «per adottare misure correttive». Ma, si legge sulla delibera firmata ieri dal segretario generale Celestina Labbadia, «si è riscontrato che sussistono i presupposti per presentare ricorso davanti alle Sezioni riunite della Corte dei conti». L’ente ha deciso dunque di affidare l’incarico, impegnando 5mila euro, all’avvocato Alessandro Lucchetti del foro di Ancona dopo che i legali del Comune «hanno comunicato l’estrema difficoltà nell’assumere la difesa nel giudizio “de quo” stante la ristrettezza dei tempi e la specialità della materia».
La Corte dei conti dell’Aquila ha passato al setaccio il riaccertamento dei residui approvato da Di Primio e dagli assessori, cioè l’esistenza di eventuali crediti e debiti, e tra le «gravi irregolarità» ha segnalato: «Conservazione nel risultato di amministrazione al 31 dicembre 2014 di residui attivi insussistenti per un importo pari a 10.154.590,24 euro; sovrastima di pari importo del maggior disavanzo; conseguente emersione di un disavanzo di amministrazione sostanziale al 31 dicembre 2014 di importo pari a 8.362.479,79 euro; rilevante e perdurante crisi di liquidità; violazione del patto di stabilità nell’esercizio 2015». Al tempo stesso, i giudici contabili hanno ordinato di «dare puntuale applicazione alla norma in base alla quale agli enti locali che presentano un disavanzo di amministrazione è fatto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge nelle more della variazione di bilancio che dispone la copertura del disavanzo, con la sola esclusione delle spese da sostenere a fronte di impegni già assunti nei precedenti esercizi». Prima di firmare il documento, la Corte dei conti dell’Aquila ha ascoltato il sindaco, l’assessore alle politiche finanziarie Valentina Luise, il segretario generale, il dirigente del settore bilancio Franco Rispoli e i componenti del collegio sindacale. Di fronte a una situazione del genere, il Comune rischia la paralisi. Ma, secondo il sindaco, questo provvedimento è errato. «Contestiamo sia il metodo utilizzato per fare questa verifica che le somme indicate», riassume Di Primio. Il ricorso va depositato entro domani.
Dal 2017 le finanze del Comune sono nel mirino della magistratura contabile che aveva aperto un’indagine sulla «sana gestione finanziaria» dell’amministrazione. Due anni fa, la Corte dei conti aveva contestato un uso «costante» dell’anticipazione di cassa, cioè uno scoperto con la banca tesoriere: un “buco” che era arrivato a toccare circa 15 milioni, mentre ora si aggira intorno a quota 8.