Di Primio: farò una mia lista e lascio 100 milioni di opere

28 Dicembre 2019

Il sindaco, al termine del secondo mandato, apre a Di Stefano della Lega E annuncia: il 2020 sarà l’anno dei grandi lavori, sono pronto per il Parlamento

CHIETI. Cinque mesi e dovrà cedere la poltrona da sindaco. I dieci anni dell’era Umberto Di Primio volgono al termine con una maggioranza sfaldata, un sindaco senza più partito, un’opposizione anch’essa logorata ma anche tanti progetti lasciati in eredità a chi viene dopo.
Sindaco, com’è stato il 2019 e cosa la città dovrà aspettarsi per il 2020?
«Il 2019 è stato un anno difficile ma molto importante. Forse il più importante di tutto il mandato: perché siamo riusciti a chiudere una serie di progetti che avevamo in cantiere e che cambieranno il volto della città e il suo futuro. Il 2019 è stato anche l’anno dei contrasti all’interno della maggioranza: ci sono stati momenti difficili da gestire, che però alla fine tutti, con senso di responsabilità, abbiamo voluto definire. Sebbene è inutile negare che non abbiano lasciato segni, anche a livello di rapporti umani. Abbiamo comunque raggiunto risultati importanti: si veda ad esempio il premio che Chieti ha ricevuto a Ecomondo, classificata tra le 10 città italiane con la migliore progettazione in campo ambientale e per le smart city».
Quali sono le opere che partiranno nel 2020 e nei prossimi anni?
«Dal 2010 a oggi abbiamo lavorato per far arrivare in città finanziamenti per 100 milioni di euro. Una serie di lavori sono già finanziati e anche già in appalto. Tra le prime opere che partiranno c’è piazza San Giustino che cambia volto e diventa una vera piazza. Poi c’è il raddoppio del parcheggio di via Gran Sasso. C’è lo smantellamento e il rifacimento della scala mobile. A questo si lega il collegamento veloce tra l’ospedale e via Gran Sasso attraverso la funivia. A breve termineranno i lavori del tunnel, che non è una mia opera ma per la quale la mia amministrazione si è spesa molto. C’è poi la pista ciclabile allo Scalo, dallo stadio a Madonna delle Piane. Sono già in circolazione gli autobus meno inquinanti. Va avanti il progetto dello studentato in centro storico, alla Pierantoni. E vanno anche avanti anche i progetti per riaprire le due caserme dismesse, la Bucciante, che diventerà una cittadella culturale, e il polo amministrativo alla Berardi. Palazzo d’Achille è bloccato da un’inchiesta, ma manca davvero poco per riaprirlo».
Cosa c’è nel suo futuro politico?
«Sto lavorando alla formazione della mia lista civica, Identità teatina, ma non ho intenzione di candidarmi alle prossime elezioni. Né voglio incarichi nella prossima amministrazione. Credo sia giusto continuare a dare un contributo, dopo dieci anni da sindaco e altri 20 all’interno del Comune. Mi piacerebbe avere un ruolo da padre nobile della coalizione. Nient’altro».
Attualmente non ha partito. Si sente vicino a qualche formazione politica?
«Mi sento vicino ai partiti che nel centrodestra hanno spiccata vocazione a destra. In primis Fratelli d’Italia, ma anche la Lega. Ma non mi sento un giocatore “a parametro zero”. Credo di aver dimostrato quello che sono in grado di fare: non è che sono a fine carriera e devo chiedere permesso a qualcuno. Guardo a possibili incarichi politici, magari a una candidatura in Parlamento, ma certo non voglio essere un paracadutato».
Che ne pensa di Fabrizio Di Stefano come candidato sindaco?
«Penso che in questo momento sia la persona più autorevole che la Lega possa esprimere. È vero anche che le candidature vanno concordate con gli alleati. E questo bisogna farlo».
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