Diciotto migranti impegnati nella cura di verde e palestre

LANCIANO. Saliuu, 18 anni dalla Guinea, Bubakarr, 21 anni dal Gambia, e Issa, 20 anni dal Mali, sono tre dei 18 ragazzi del centro di accoglienza di Villa Elce che si occuperanno, a titolo gratuito,...
LANCIANO. Saliuu, 18 anni dalla Guinea, Bubakarr, 21 anni dal Gambia, e Issa, 20 anni dal Mali, sono tre dei 18 ragazzi del centro di accoglienza di Villa Elce che si occuperanno, a titolo gratuito, della manutenzione degli impianti sportivi, dello sfalcio dell’erba e della sistemazione del Parco Diocleziano in collaborazione con la Pro loco che gestisce l’area. Svolgeranno, da subito, lavori socialmente utili grazie alla convenzione stipulata tra prefettura, amministrazione comunale e cooperativa Matrix che gestisce il centro. «Segno di accoglienza e integrazione questo protocollo», dice l’assessore alle politiche sociali Dora Bendotti, «da parte di una città inizialmente titubante e timorosa verso questi 24 ragazzi, 4 minorenni, giunti ad agosto nel Cas (centro di accoglienza straordinaria, ndc) di Villa Elce, e oggi più aperta. Questi lavori sono una occasione per coinvolgere i ragazzi nel nostro contesto sociale. Sono a titolo gratuito, i giovani sono coperti da una assicurazione a carico della cooperativa». «Su 20 ragazzi lavoreranno in 18», spiega Antonio Ruotolo di Matrix, «perché due hanno contratti di apprendistato con agricoltori locali. A turno, in squadre di massimo cinque persone e aiutati sia dall’equipe interna che da componenti della Pro loco, svolgeranno questi lavori». Nella struttura i ragazzu seguono corsi di italiano, arte, giardinaggio, falegnameria e attività sportive, hanno assistenza sanitaria e psicologica. «Ognuno ha un vissuto difficile», sottolinea Ruotolo, «solo il viaggio è di per sé drammatico e hanno tempi di integrazione diversi». Grazie al calcio sono già integrati Bubakarr, che gioca nella Marcianese, e Issaa nel Borgo Rosso. «Sono felice di questa convenzione», chiude il sindaco Mario Pupillo, «la via giusta non è quella del rifiuto e delle minacce, come quelle al sindaco di Atessa a cui esprimo solidarietà. Sono gesti che rivelano un degrado morale». (t.d.r.)
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