Dispersione idrica, nuovo record Brandelli: ma stiamo migliorando

20 Luglio 2023

La presidente dell’Aca, ente gestore, ricorda i 3 milioni di euro spesi in manutenzioni dal 2017 a oggi «Già iniziata la verifica delle perdite, stiamo preparando le gare d’appalto per rendere le reti digitali» 

CHIETI. «Per Chieti stiamo lavorando tantissimo. Dal 2017 abbiamo speso oltre 3 milioni di euro in manutenzioni». Parola della presidente Aca Giovanna Brandelli che commenta in questo modo l’ennesima maglia nera della città nella dispersione idrica. Brandelli ricorda di aver ereditato a luglio del 2017, quando il Comune ha passato ad Aca le reti idriche, «una situazione drammatica, dove oltre alla dispersione idrica avevamo anche il problema della dispersione amministrativa, perché non c’erano i dati. Ma proprio per questo motivo abbiamo sempre avuto la massima attenzione alla città».
La presidente Aca ricorda l’ultimo importante intervento relativo al potenziamento dell’anello di distribuzione delle rete scalina e sottolinea che proprio a causa della difficile situazione in cui si trova la città, «Chieti sarà il primo centro a beneficiare degli interventi per la digitalizzazione delle reti, finanziati dal Pnrr. L’Aca ha ottenuto 17 milioni di euro (di cui circa 3 milioni solo per Chieti) per questa operazione che serve al miglioramento degli acquedotti di sei comuni: Chieti, Pescara, Montesilvano, Città Sant'Angelo, Silvi e Francavilla. E cominceremo proprio da Chieti. I lavori, a livello complessivo per tutti e sei i comuni, devono essere chiusi, secondo le tempistiche del Pnrr, entro il 2026. Stiamo preparando le gare d'appalto, a settembre potremmo già aver individuato le ditte. Chieti è stata anche la prima città dove abbiamo iniziato la verifica delle perdite con il nuovo sistema a ultrasuoni». Ma per quanto riguarda l'intervento appena terminato allo Scalo, seppure il miglioramento sia tangibile, restano ancora problemi di notte ai piani alti delle palazzine senza autoclave. «Il nuovo potenziamento della rete idrica scalina ha migliorato la situazione», replica Brandelli, «adesso la pressione è congrua. L’acqua arriva anche di notte, ma non alla stessa pressione in cui arriva di giorno. Non potrebbe essere altrimenti, in caso contrario metteremmo a rischio la tenuta dell’acquedotto».
Buone notizie arrivano sulla disponibilità idrica: «Non stiamo messi male», dice la presidente Aca, «certo la situazione non è ancora ottimale ma stiamo molto meglio degli anni scorsi. Soprattutto perché il 2020 e il 2021 sono stati anni molto siccitosi e sono arrivati proprio in concomitanza con l'emergenza Covid che ha richiesto una maggiore quantità di acqua. Il 2022 ha risentito di questa situazione, soprattutto perché il 2021 è stato quello che ho più volte definito come l’annus horribilis. Ci siamo dovuti attrezzare con le autobotti, chiedendo ai Comuni di individuare spazi pubblici per la distribuzione della risorsa idrica. I due mesi di pioggia che ci sono stati quest'anno sono stati importanti ma solo per l’alimentazione delle acque superficiali e non per quelle sorgive che noi preleviamo per immettere nella rete idrica dell’acqua potabile. Visti i cambiamenti climatici, da tempo sto chiedendo alla Regione un Piano anti siccità che dovrebbe passare innanzitutto per un potenziamento degli invasi idrici, in modo che si possano raccogliere le acque a uso agricolo e che non si debba dunque utilizzare l’acqua potabile per scopi non propri». Una primavera eccezionalmente fresca ha comunque fatto sì che il gran caldo di questi giorni non annientasse gli accumuli di neve che servono ad alimentare le acque sorgive.
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