Domato l’inferno di fuoco dopo 4 giorni di paura

19 Agosto 2017

Schiavi, spenti gli ultimi focolai che hanno devastato la pineta e minacciato le case Sopralluoghi dei pompieri alla ricerca di inneschi e tracce per risalire ai piromani

SCHIAVI D’ABRUZZO . Gli ultimi lanci di acqua da parte di due Canadair, giovedì sera al tramonto, hanno spento i focolai rimasti del grande incendio che per quattro giorni ha devastato il territorio di Schiavi d’Abruzzo e parte dell’entroterra vastese tra i territori di Tufillo, Palmoli e Castiglione Messer Marino. I carichi di acqua sono stati fatti nel mare Adriatico fra Vasto e San Salvo. Poi i Canadair hanno volato in direzione entroterra con vigili del fuoco, carabinieri forestali, gruppi della Protezione civile Valtrigno e squadre dell’Aib Arci Pesca Fisa Chieti che hanno monitorato costantemente la situazione. Istituito durante la notte anche un presidio di sorveglianza speciale.
Sono state 96 ore di notevole sforzo e apprensione, proseguite anche dopo il tramonto. I controlli sulla montagna annerita hanno accertato che il fuoco è divampato dall’area vicina alla Fondovalle Trignina, partendo da uno straccio arrotolato con del nastro adesivo e intriso di liquido infiammabile. Le fiamme si sono spinte pericolosamente verso la collina e il centro abitato del paese, mettendo a repentaglio anche la salute di diverse famiglie. I danni maggiori sono stati provocati alla zona artigianale e alla pineta. Ripercussioni negative anche per i terreni agricoli, le coltivazioni ed alcune costruzioni. Sull’attentato incendiario, che ricorda molto gli attacchi dei piromani nel 2007 lungo tutta la Trignina, indagano i carabinieri. Dieci anni fa gli incendi venivano accesi per protestare contro gli autovelox. Secondo indiscrezioni (non confermate tuttavia dagli investigatori) il movente, dieci anni dopo, potrebbe essere lo stesso.
Un inferno di roghi difficili da spegnere e che ha colpito, in soli quattro giorni, un’area (si parla di 270 ettari) vasta quanto quella interessata dagli incendi in tutto il 2016. Oltre dodici i roghi attivi in una sola settimana. Una situazione che ha messo a dura prova le capacità di intervento a livello regionale, con uomini e mezzi impegnati ininterrottamente. La mappa dei luoghi che continuano a bruciare si estende e interessa in modo critico sia la costa che la vallata del Trigno con giganti di fuoco difficili da domare.
Questa volta è stata messa a rischio anche la vita dei cittadini, in quello che sembra essere il peggiore disastro ambientale degli ultimi anni nell’Alto Vastese. La cosa più triste è che gli incendi di origine dolosa sembrano essere risultato di un vero e proprio disegno criminale. Quale che sia il movente che ha spinto l’ultimo piromane a incenerire sette chilometri di territorio, resta il fatto che il gesto è di una gravità enorme. La popolazione chiede che venga individuato e punito severamente il responsabile. «Deve essere una punizione che scoraggi altri scellerati a fare altrettanto», hanno rimarcato i cittadini di Schiavi. (p.c.)
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