E alla Sevel scattano tre turni di sciopero contro gli straordinari
ATESSA. «La Fiat ci vuole costringere ad essere sempre a disposizione, cominciamo a dirgli che non può fare tutto quello che vuole. Riprendiamoci i nostri tempi di vita». Così la Confederazione dei...
ATESSA. «La Fiat ci vuole costringere ad essere sempre a disposizione, cominciamo a dirgli che non può fare tutto quello che vuole. Riprendiamoci i nostri tempi di vita». Così la Confederazione dei comitati di base (Cobas) chiama a raccolta gli operai della Sevel per tre turni di sciopero contro gli straordinari
di sabato e domenica. Turni extra diventati ormai ordinari «anzi strutturali», sottolineano i Cobas, «e non basta: sulle linee siamo sempre di meno e lavoriamo sempre di più». «Il mercato tira? La produzione del Ducato richiede un maggiore impegno produttivo? La soluzione dell’azienda è sempre e solo una: aumentare l’impegno di chi già lavora sia in termini di fatica sia aumentando i giorni in cui dobbiamo stare a disposizione», sottolinea il sindacato, «a tutto c’è un limite, e quel limite ad Atessa è stato da tempo superato». Il Cobas dichiara pertanto lo sciopero
per l’intero turno notturno (inizio ore 22) delle domeniche 17 e 24 e per l’intero turno di mattina (inizio ore 6) di sabato 30 settembre. «Lo sciopero», precisa il Cobas, «è indetto contro la politica aziendale di aumento dello sfruttamento e di utilizzo sfrenato degli straordinari; per l’aumento dell’occupazione e contro la riduzione dei posti di lavoro sulle linee; lo sciopero è indetto anche come iniziativa solidale in collegamento con tutte le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Fca Italy spa che sono colpiti da cassa integrazione che dura ormai da anni, da trasferimenti coatti da uno stabilimento all’altro, dai reparti confino e dalla minaccia di espulsione, e che vogliono contrastare questo stato di cose e riprendere un protagonismo come operai. Iniziamo a difendere qui e ora il nostro lavoro e la nostra dignità di lavoratrici e di lavoratori. Ma sappiamo anche di non essere soli, che in tutte le fabbriche del gruppo Fca, anche se oggi molte di meno di un tempo, c’è sempre chi ha deciso di non abbassare la testa e riprendere a lottare. Facciamo anche noi la nostra parte».
di sabato e domenica. Turni extra diventati ormai ordinari «anzi strutturali», sottolineano i Cobas, «e non basta: sulle linee siamo sempre di meno e lavoriamo sempre di più». «Il mercato tira? La produzione del Ducato richiede un maggiore impegno produttivo? La soluzione dell’azienda è sempre e solo una: aumentare l’impegno di chi già lavora sia in termini di fatica sia aumentando i giorni in cui dobbiamo stare a disposizione», sottolinea il sindacato, «a tutto c’è un limite, e quel limite ad Atessa è stato da tempo superato». Il Cobas dichiara pertanto lo sciopero
per l’intero turno notturno (inizio ore 22) delle domeniche 17 e 24 e per l’intero turno di mattina (inizio ore 6) di sabato 30 settembre. «Lo sciopero», precisa il Cobas, «è indetto contro la politica aziendale di aumento dello sfruttamento e di utilizzo sfrenato degli straordinari; per l’aumento dell’occupazione e contro la riduzione dei posti di lavoro sulle linee; lo sciopero è indetto anche come iniziativa solidale in collegamento con tutte le lavoratrici e i lavoratori del gruppo Fca Italy spa che sono colpiti da cassa integrazione che dura ormai da anni, da trasferimenti coatti da uno stabilimento all’altro, dai reparti confino e dalla minaccia di espulsione, e che vogliono contrastare questo stato di cose e riprendere un protagonismo come operai. Iniziamo a difendere qui e ora il nostro lavoro e la nostra dignità di lavoratrici e di lavoratori. Ma sappiamo anche di non essere soli, che in tutte le fabbriche del gruppo Fca, anche se oggi molte di meno di un tempo, c’è sempre chi ha deciso di non abbassare la testa e riprendere a lottare. Facciamo anche noi la nostra parte».

