E alle 15 sopralluogo al presidio guardiese e telefonata a Paolucci

La ministra della salute Giulia Grillo ha visitato ieri pomeriggio l’ospedale Santissima Immacolata (nella foto), accompagnata dalla candidata presidente Sara Marcozzi. È stata accolta dal dirigente...
La ministra della salute Giulia Grillo ha visitato ieri pomeriggio l’ospedale Santissima Immacolata (nella foto), accompagnata dalla candidata presidente Sara Marcozzi. È stata accolta dal dirigente medico responsabile Lucilla Gagliardi e dal sindaco Simone Dal Pozzo. Subito dopo, seguita da un gruppo di rappresentanti dell’associazione Salute è Diritto e da semplici cittadini, ha visitato i diversi reparti della struttura. In molti hanno evidenziato il grave problema della mancanza di un ecografo che ormai da oltre un anno costringe molti pazienti a recarsi per gli esami all’ospedale di Chieti. La ministra in risposta, ha subito telefonato all’assessore alla sanità Silvio Paolucci per chiedere quanto tempo il presidio guardiese deve ancora aspettare per l’arrivo dell’apparecchio, ricevendo da quest’ultimo assicurazioni che il problema sarà risolto tra un mese. Al punto di primo intervento i medici hanno poi messo in risalto i diversi problemi legati alle criticità per le emergenze, sottolineando tra l’altro la necessità di avere un mezzo 4 x 4 per i soccorsi in caso di neve. Grillo ha successivamente visitato anche l’ ospedale di comunità con i suoi venti ospiti e la residenza assistita disabili adulti. Il sindaco Dal Pozzo ha poi consegnato alla Grillo un fascicolo con una serie di documenti tra cui la proposta di legge per la sospensione del decreto Lorenzin e la delibera di giunta regionale con cui si chiede il riconoscimento di presidio di area disagiata. Anche il consigliere comunale Franco Caramanico ha dato alla ministra un dossier con l’elenco delle diverse potenzialità del nosocomio guardiese, valide per il suo riconoscimento come ospedale per acuti e un ricorso presentato al Presidente della Repubblica nel 2016, ancora non discusso dal Consiglio di Stato per la mancanza del parere del Consiglio dei Ministri sollecitando un suo tempestivo intervento. (g.i.)

