E Di Ilio cita un nuovo dato: la D’Annunzio è 18esima in Italia

21 Gennaio 2016

“Guardiamo con attenzione quanto accade nella sanità teatina in virtù dell’imprescindibile ruolo formativo della nostra università». Ha esordito così il rettore della D’Annunzio, Carmine Di Ilio,...

“Guardiamo con attenzione quanto accade nella sanità teatina in virtù dell’imprescindibile ruolo formativo della nostra università». Ha esordito così il rettore della D’Annunzio, Carmine Di Ilio, invitato al consiglio comunale straordinario sulla sanità. «I tre quarti dell’università hanno una ricaduta sul territorio di Chieti e c’è un rapporto saldo- afferma- tra la sanità regionale e quella universitaria».Il rettore rende noto un risultato, lusinghiero, ottenuto dall’università a livello nazionale. «Per quanto riguarda gli studenti regolari, ovvero quelli che contribuiscono al sostentamento delle università, la D’Annunzio- spiega Di Ilio- si posiziona al diciottesimo posto in Italia ad ulteriore riprova di come sia un patrimonio di questo territorio». Il rettore, nel corso del consiglio, è stato destinatario di numerosi appelli mossi dai consiglieri comunali in aula. Liberato Aceto, presidente del consiglio, ha chiesto che venga recuperato e rinsaldato il rapporto tra università e ospedale: «Troppi medici bravi che hanno iniziato il proprio percorso formativo e professionale a Chieti sono andati a fare le fortune di nosocomi esteri. Bisogna cambiare registro per non disperdere le eccellenze che ci sono». Chiara Zappalorto e Alessio Di Iorio, consiglieri del Pd, hanno suggerito a Di Ilio il recupero dell’ex ospedale San Camillo: «Le chiediamo di ripensare a quella struttura nel pieno interesse dell’università e della cittadinanza». (j.c.)