E per il molo di levante partono i lavori alla banchina

4 Agosto 2020

VASTO. Sarà un’impresa siciliana ad eseguire i lavori di riqualificazione del molo di levante del porto di Punta Penna. È stato aggiudicato alla Eatec srl di Catania – che l’ha spuntata sulle altre 4...

VASTO. Sarà un’impresa siciliana ad eseguire i lavori di riqualificazione del molo di levante del porto di Punta Penna. È stato aggiudicato alla Eatec srl di Catania – che l’ha spuntata sulle altre 4 ditte in gara - l’appalto indetto dal Comune di Vasto per migliorare la sicurezza della infrastruttura e le condizioni di lavoro dei pescatori. La società sicula ha praticato un ribasso del 25,17% sull’importo dei lavori a base d’asta di 743.705 euro, di cui 662.914 euro per lavori a base d’asta, 25.704 euro per oneri di sicurezza e 55.085 euro per somme a disposizione dell’amministrazione comunale. «È nostra intenzione procedere con immediatezza alla consegna dei lavori per consentire all’impresa che si è aggiudicata l’appalto di dare l’avvio agli interventi con la posa in opera in mare della barriera protettiva», dichiara l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Forte, «si tratta di un intervento che contribuirà ad accrescere le misure di sicurezza all’interno del bacino portuale di Punta Penna, sempre più punto di riferimento per la marineria locale e dell’Adriatico».
I lavori da realizzare riguardano la posa in opera di massi sulla mantellata lato mare, per una estensione di circa 70 metri di lunghezza, al fine di proteggere dalle violente mareggiate l’area utilizzata dai pescatori. Essendo la zona interessata ai lavori sottoposta a vincolo paesaggistico, si è reso necessario procedere alla valutazione di incidenza ambientale (Vinca).
Il finanziamento per garantire gli interventi finalizzati a rendere più sicuro il porto di Punta Penna, ha avuto un iter tormentato. Bocciato dalla Regione – allora a guida centrosinistra – il Comune era stato costretto a impugnare il provvedimento dapprima davanti al Tar e poi al Consiglio di Stato. La Regione aveva motivato il diniego sul presupposto che il bacino portuale di Vasto non poteva rientrare nel finanziamento di altri porti privi del piano regolatore. I giudici amministrativi, poi, hanno stabilito che il finanziamento spettava al Comune di Vasto che ha esperito le varie fasi della pratica a livello burocratico.