Ecco il punto in cui la vittima ha imboccato l’Asse contromano

22 Settembre 2021

Quattro cartelli di divieto non hanno evitato l’incidente in cui ha perso la vita Franco Baldi, 72 anni Nelle prossime ore gli esami sul corpo dell’ex infermiere. Padre e figlia feriti guariranno in 40 giorni

CHIETI. Quattro cartelli di divieto d’accesso, di cui due con la scritta “alt” e lo sfondo giallo, non sono stati sufficienti per evitare che Franco Baldi, ex infermiere teatino di 72 anni, entrasse contromano sull’asse attrezzato e trovasse la morte dopo un frontale. In base alle testimonianze raccolte finora dalla polizia stradale, lunedì pomeriggio l’automobilista ha imboccato nel senso sbagliato l’uscita di Selvaiezzi del raccordo autostradale che collega Chieti a Pescara. Dopo neanche un paio di chilometri, all’altezza dell’uscita Piceno Aprutina, di fronte alla Camera di commercio, la Fiat Punto di Baldi si è schiantata contro una Ford Ka che viaggiava regolarmente verso Pescara. A bordo c’erano un 59enne di Manoppello, alla guida, e la figlia di 30 anni. Entrambi feriti, non sono in pericolo di vita: hanno riportato ferite giudicate guaribili in 40 giorni.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani, che ha disposto il sequestro dei veicoli, compresa la Fiat Panda con all’interno una famiglia di Bisceglie, rimasta coinvolta solo marginalmente nell’incidente (ha riportato danni a una fiancata). Nelle prossime ore, dopo l’esito del tampone Covid eseguito sulla vittima, il pm deciderà se disporre l’ispezione cadaverica o l’autopsia. A occuparsi degli accertamenti sarà il medico legale Pietro Falco. Già oggi potrebbero essere fissati i funerali. Franco Baldi, che era originario di Miglianico e viveva con la famiglia in via Verdi (quartiere Levante), lascia la moglie Ermelinda Di Guglielmo e i figli Andrea e Alessio.
Ieri mattina, più o meno all’altezza del punto in cui si è consumata la tragedia, la polizia stradale del commissario Marco Polidoro è stata impegnata nei controlli con l’autovelox. Le verifiche fanno parte della campagna congiunta di sicurezza stradale “Safety days”, inserita nella “Settimana europea della mobilità”. Gli obiettivi dell’iniziativa sono «aumentare la consapevolezza sociale sul fenomeno della mortalità e incidentalità grave sulle strade, oggi più che mai in aumento; richiamare l'attenzione degli utenti della strada sulla necessità di riallinearsi all’obiettivo europeo della riduzione del 50%, entro il 2030, del numero di vittime; dimostrare che, con un ampio sostegno da parte della collettività, si può essere in grado di ridurre morti e feriti gravi».
Il progetto prevede l’ulteriore potenziamento delle attività di prevenzione, informazione e controllo, «anche attraverso campagne di comunicazione». Ecco perché sono state coinvolte pure le scuole superiori con una giornata di approfondimento sul tema attraverso le lezioni online.
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