Esito ancora incerto sul voto Partito dei sindaci: è boom

17 Gennaio 2017

La neve frena l’Ufficio elettorale che non può riunirsi e calcolare i dati ponderati Il centrosinistra vince, forse non riavrà 7 consiglieri, 166 consensi al centrodestra

CHIETI. Nel giorno in cui la provincia teatina si è ritrovata sommersa dalla neve e ha sperimentato più che altro la distanza dell’Amministrazione provinciale, la Provincia ha rieletto il proprio Consiglio. I disagi legata alla copiosa nevicata non ha permesso però di poter avere la lista ufficiale dei nuovi 12 consiglieri.

Ieri mattina, infatti, si è provveduto solo a fare lo spoglio dei voti, il calcolo degli eletti con il sistema del voto ponderato non si è potuto fare perché non si è riunito l’Ufficio elettorale presieduto dal segretario generale della Provincia, Angelo Radoccia. Alcune certezze comunque ci sono. La lista vincitrice è quella di centrosinistra, Provincia Unita, che ha totalizzato 447 voti ma che forse non riuscirà a prendere come l’altra volta sette consiglieri provinciali. Al secondo posto è arrivata, invece, la sorpresa di queste elezioni, la lista Insieme per la Provincia del cosiddetto Partito dei sindaci, che ha raccolto 188 voti. La lista di centrodestra Obiettivo Provincia, che ha avuto 166 consensi, ha ottenuto due consiglieri sicuri e forse anche un terzo. Il posto conteso balla tra la lista del Pd e quella di FI. Dipende dai conteggi del voto ponderato, che parte dal principio che i voti degli elettori non pesino tutti allo stesso modo. La più votata in assoluto è la segretaria provinciale del Pd, Chiara Zappalorto. Gli altri consiglieri provinciali risultati eletti sono Artuno Scopino (amministratore delle zone interne molto vicino al consigliere regionale Alessio Monaco), Vincenzo Sputore, uomo forte del Vastese, Antonio Tamburrino, sindaco di Montenerodomo Giovanni Di Stefano, Rocco Paolini, consigliere comunale di Francavilla.

Se la lista dovesse prendere anche il settimo consigliere, il posto sarebbe di Egisto Rossetti, sindaco di Fresagrandinaria. Chi è sicuramente fuori è l’ex presidente della Provincia e consigliere uscente Tommaso Coletti. Della sua ex squadra rimane solo Tamburrino, che ha fatto un grosso risultato soprattutto nei paesi più piccoli. Per il Partito dei sindaci entrano il sindaco di San Giovanni Teatino Luciano Marinucci, il consigliere comunale di Lanciano Gabriele Di Bucchianico e il consigliere comunale di Chieti Graziano Marino. Il sindaco di Treglio Massimiliano Berghella, che tanto si è speso per la lista, è arrivato solo quarto. Ma si è detto comunque «molto soddisfatto». Per quanto riguarda i tre eletti, Marinucci è uomo molto vicino al sottosegretario Ncd Chiavaroli, Di Bucchianico è un consigliere di area politica di centro che pare abbia fatto incetta di voti Udc e forse anche di qualche voto del Pd, e, infine, Marino è l’esponente della lista direttamente collegato al sindaco Ncd Umberto Di Primio. Per la lista di centrodestra, infine, dovrebbero entrare il consigliere comunale Emiliano Vitale e l’ex assessore provinciale Tonino Marcello. Il terzo nome sul quale c’è ancora qualche dubbio è quello di Nicola Scaricaciottoli. Le versioni più accreditate propendono per un risultato finale di 6 voti per il centrosinistra, 3 per il centrodestra e 3 per il Partito dei sindaci.

La certezza, comunque, la potrà dare solo la costituzione dell’Ufficio elettorale provinciale. Intanto, circa i due eletti certi Vitale e Marcello, si può sottolineare che si tratta di esponenti politici molto vicini alle due anime forti del partito, quella che fa capo al consigliere regionale Mauro Febbo, per quanto riguarda Vitale, e quella che fa capo al francavillese Daniele D’Amario per quel che concerne Marcello. Per quanto riguarda il Partito dei sindaci, invece, il risultato è certo e tutti esultano. La lista, preparata in 48 ore, su cui in pochi erano pronti a scommettere, secondo molti ha raggiunto il massimo del risultato alla propria portata. Segno di forza dell’area che si ritrova intorno al sottosegretario Chiavaroli. Non solo, se il Partito dei sindaci decidesse di votare con l’opposizione forzista, Pupillo non potrebbe contare su una maggioranza, ma su un Consiglio esattamente spaccato a metà.

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