Faist chiusa, caso al ministero «Pronti a tutte le battaglie»

12 Febbraio 2020

LANCIANO. Un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico per discutere della repentina chiusura dello stabilimento Faist Spa di Lanciano, sgomberato venerdì 7 febbraio e al licenziamento...

LANCIANO. Un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico per discutere della repentina chiusura dello stabilimento Faist Spa di Lanciano, sgomberato venerdì 7 febbraio e al licenziamento di 17 dipendenti (16 diretti e un interinale). È la richiesta del segretario nazionale Fim-Cisl, Raffaele Apetino, che ieri mattina ha incontrato il direttivo Fim-Cisl Sevel assieme al segretario interregionale Domenico Bologna (Abruzzo-Molise), il segretario regionale Primiano Biscotti e l’operatore Amedeo Nanni.
L'azienda, che ha lavorato per l’indotto dell'ex Honeywell, ha trasferito nella sede di Montone (Perugia) i macchinari per la produzione dei sensori per le turbine di auto e veicoli commerciali. Sulla vertenza, la segreteria regionale Fim-Cisl Abruzzo ha ufficializzato di aver dato mandato al proprio legale, l’avvocato Pierpaolo Andreoni, di tutelare «in ogni modo possibile» i diritti sindacali e dei lavoratori.
«Nei prossimi giorni», precisa una nota Fim, «saranno avviate le procedure per accertare, nelle competenti sedi giudiziarie, le violazioni di legge e contrattuali e a per far avviare le procedure di controllo da parte degli organi amministrativi, fermo restando le azioni che verranno proposte a tutela dei diritti dei lavoratori e del loro posto di lavoro. La Fim invita le forze politiche e la comunità sociale a partecipare all’incontro fissato il prossimo 17 febbraio, alle 15, nella sede di Confindustria Chieti-Pescara in Val di Sangro.
«Auspichiamo una decisa e netta presa di posizione da parte delle autorità locali e regionali», dice il segretario Bologna, «e dell’assessorato delle attività produttive della Regione». (d.d.l.)
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