Fara si prepara per le sue farchie «Festa indispensabile per noi»

Il 16 gennaio le 13 contrade incendiano i fasci di canne issati nel piazzale in onore di Sant’Antonio abate Varato il piano sicurezza per accogliere 2.500 visitatori: in arrivo forze dell’ordine e protezione civile
FARA FILIORUM PETRI. Torna dopo due anni di stop a causa del Covid e a Fara Filiorum Petri è un ritorno sentitissimo. Ogni 16 gennaio il piccolo centro della provincia teatina si anima per la “Festa delle farchie”, in onore di Sant'Antonio. Enormi fasci di canne legate insieme vengono portati in un grande piazzale, vengono issati in verticale e poi accesi e interamente bruciati. Uno spettacolo che lascia senza fiato e che per Fara e i faresi significa riappropriarsi della propria storia e identità.
E così tutti si affrettano a tornare in paese, non importa quanto lontano si trovino, perché l'appuntamento è di quelli immancabili. «È una festa indispensabile per la nostra comunità», dice il sindaco Camillo D'Onofrio che ha appena firmato l'ordinanza per chiudere le scuole di ogni ordine e grado nella giornata di lunedì prossimo, visto che il trasporto delle farchie si tiene dalle 12 alle 16. «La comunità di Fara sente la necessità di tornare ad aggregarsi e a ritrovarsi nel rapporto degli uni con gli altri. La forza di questa festa sta nella sua semplicità: ci riporta alla quotidianità di un tempo, quando i ritmi erano diversi. Non come adesso che non si fa altro che correre. E in questo modo ci ridà qualcosa che abbiamo perso. Ed è anche una festa che azzera le differenze sociali, richiamando a principi di umanità e uguaglianza: chi partecipa entra in una comunità di pari, in cui tutti contribuiscono a realizzare lo stesso obiettivo».
L'appuntamento richiama nella serata del 16 circa 2.500 presenze, oltre a quelle che arrivano nelle giornate precedenti in cui si assiste al rito della realizzazione della farchia. «Il Comune ha varato un piano sicurezza», fa sapere il sindaco, «in modo che la festa possa tenersi come sempre senza problemi. Il piano prevede l'arrivo dei vigili del fuoco, di due ambulanze e di 25 operatori di protezione civile, oltre le forze dell'ordine che invierà la questura. Dobbiamo anche ringraziare le amministrazioni comunali vicine che ci hanno supportato come sempre. Per fare un solo esempio: il Comune di Bucchianico ci ha dato 70 transenne».
La fase della preparazione delle farchie inizia dieci giorni prima del 16. Ogni contrada realizza la propria farchia. A Fara Centro il capofarchia Piero Larovere è all'opera con tutto il gruppo della contrada. «Abbiamo tutti un lavoro, ma nessuno di noi è mai mancato», dice Larovere, «ci prendiamo anche le ferie per essere presenti. Questa festa è veramente sentita. Ricordo che da giovane, mentre facevo il militare, non volli tornare in caserma per essere presente alla festa e rischiai anche una grossa punizione, ma per fortuna mi andò bene».
Sono 13 le contrade che partecipano e realizzano dunque 13 farchie. Anche i più piccoli realizzano delle mini-farchie per conto loro, in modo da poter essere pronti quando starà a loro portare avanti l'antica tradizione. «Per noi», continua Larovere, «continuare questa tradizione significa ricordare le nostre radici. Questa è la vera festa di Fara».
E così, mentre per tutto il resto d'Italia il 6 gennaio, l'Epifania, porta via tutte le feste, a Fara il 6 gennaio si apre il periodo di festa più importante. (a.i.)
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