Ferrara: «Sui nuovi assessori decido io La mia maggioranza si dia una calmata»

4 Dicembre 2023

Il primo cittadino interviene dopo le polemiche tra Partito democratico e polo civico per le candidature in Provincia: «Le nomine in giunta? Entro il 6 gennaio. Ma ora basta sollecitazioni, le tattiche per le poltrone non mi interessano»

CHIETI. Il sindaco Diego Ferrara mette un freno al pressing della sua maggioranza che in questi giorni lo ha sollecitato alle nomine degli assessori. E non usa mezzi termini: «Invito tutti, ma proprio tutti, a darsi una calmata. Le decisioni sono di mia pertinenza», dice schietto il primo cittadino che argina così anche i malumori sorti tra “i suoi” di centrosinistra. Le elezioni provinciali prossime hanno scaldato gli animi dei poli civici: il gruppo che fa capo al vicesindaco Paolo De Cesare non ha accettato la presenza di tre rappresentanti della maggioranza nelle liste. I piani per blindare l’ingresso in Provincia di Silvia Di Pasquale (Pd) sembrano essere stati compromessi dalla candidatura di Barbara Di Roberto (Azione) e, in particolare, di Andrea Rondinini (Pd). Gli equilibri si fanno precari anche per le regionali di marzo in cui la coalizione non ha nascosto possibili scelte in altre direzioni.
IL PRESSINGPersino durante l’ultimo consiglio comunale, quello terminato con l’approvazione del bilancio riequilibrato, dagli scranni della maggioranza qualcuno ha fatto riferimento alle due deleghe in sospeso e ha invitato il primo cittadino alle nomine degli assessori. E ancora, venerdì mattina i pentastellati hanno chiesto nell’ufficio del sindaco di provvedere alle deleghe, proponendo di optare per assessori tecnici. Un pressing, quello su Ferrara, che va avanti dallo scorso 16 ottobre, quando l’ex assessore alle Politiche della casa Enrico Raimondi si è dimesso, seguito qualche settimana dopo da Mara Maretti. Ma ora Ferrara dice basta e frena polemiche e attacchi reciproci tra giunta e consiglieri del centrosinistra. «Nella mia maggioranza accade quello che in ogni consesso sociopolitico vale, o dovrebbe valere, come regola di dialettica democratica», commenta Ferrara, «non siamo né un soviet né una repubblica parlamentare monopartitica: d’altronde la politica, quella vera, è fatta di mediazione e in questo si traduce il rispetto delle istituzioni, che altro non sono che espressione della comunità». Il primo cittadino alza il tiro e lancia un attacco a qualcuno che forse in questi giorni si è pronunciato troppo. «Ci sono politicanti che vivono di tattiche e politici che hanno strategie», punge il sindaco, «la mia strategia di cittadino prestato alla politica è funzionale al benessere, al gradimento e al soddisfacimento dei bisogni dei miei concittadini».
LE NOMINEFerrara si tiene quindi lontano da chi parla di accordi per permettere i nuovi ingressi in giunta. «Le tattiche non mi interessano e né le poltrone», tronca Ferrara, «più sono sollecitato, da chiunque, a prendere decisioni che, ribadisco per chi non l’abbia ancora capito, sono di mia pertinenza, più prenderò tempo per rispondere». Ma le due nomine sembrano avere i giorni contati e con un velo di simpatia Ferrara si lascia andare: «Chi sarà nominato lo avrà o come regalo di Natale o alla Befana». Poi taglia corto: «Invito tutti, ma proprio tutti, a darsi una calmata e a pensare al lavoro che dobbiamo alla città».
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