Ferrovia, Marsilio: i fondi ci sono Ma il Comune farà ricorso al Tar

25 Maggio 2023

La Regione conferma: «È un progetto fondamentale per lo sviluppo delle infrastrutture in Abruzzo» L’amministrazione Ferrara e i comitati cittadini restano contrari: «Troppi danni per il territorio»  

CHIETI. Il Comune di Chieti, dopo aver sentito ieri in commissione congiunta i pareri dei comitati cittadini, è pronto a presentare il ricorso al Tar contro il progetto di raddoppio della linea di Rete ferroviaria italiana, tratta Interporto d’Abruzzo-Roma. Dall’altra parte, il presidente della Regione, Marco Marsilio, conferma l’arrivo del finanziamento compreso nel Piano di ripresa e resilienza per la messa in gara dei lotti: «Si annuncia a breve la messa in gara dei primi lotti. È una buona notizia per la quale ringrazio il ministro Matteo Salvini, che sta mantenendo gli impegni assunti. La velocizzazione della ferrovia abruzzese verso la Capitale è uno degli assi principali per lo sviluppo delle infrastrutture, l’apertura dei primi cantieri sarà da volano per il finanziamento e la realizzazione dei lotti successivi. Stiamo costruendo il futuro di un Abruzzo finalmente connesso e competitivo».
IL DISSENSO DEI CITTADINI
Dopo l’apertura al progetto del Comune di Manoppello, Chieti rimane ferma sul dissenso. «Il presidente della Regione mi ha chiesto di tornare a parlare della possibilità del progetto originario di Rfi dicendomi che anche per Chieti si sarebbero aperte delle prospettive di vario tipo per le compensazioni», dice il sindaco Diego Ferrara, «ma non prenderei nessuna decisione se non è condivisa con cittadini e amministrazione». I cittadini non hanno intenzione di cambiare posizione, perché – dicono – si tratta di un progetto complesso che, se da una parte permette di efficientare i collegamenti con la Capitale, dall’altro «distrugge» e «annienta» i territori interessati. Dopo l’analisi del verbale della conferenza dei servizi dello scorso 9 maggio, i comitati hanno richiesto all’ente teatino di continuare ad andare avanti per la linea del dissenso. «Seppur facciamo parte di una piccola entità della città vi chiediamo di andare avanti con il ricorso al Tar», dice Gianni Di Labio del comitato Comferr, «bisogna pensare ai tanti cittadini che perderanno le case, verranno distrutti psicologicamente e moralmente. Attenti alle vostre decisioni». Sulla stessa linea anche Loris Zappacosta, presidente del comitato No variante mulino: «A oggi non vediamo la completezza dell’opera». Dissenso anche da parte dei cittadini di Brecciarola. «La nostra è una posizione attendista», commenta Rita Di Falco dell’associazione Insieme per Brecciarola, «non abbiamo intenzione di fare una battaglia contro i mulini a vento e, allo stesso tempo, vogliamo tutelare i nostri interessi ed esigenze da un punto di vista umano perché la nostra zona ha già avuto delle criticità, oltre la linea ferroviaria». La realizzazione della tratta, denunciano le associazioni, arrecherà danni non solo ai cittadini ma anche all’economia della zona. «Bisogna tutelare il territorio», dice Paola Sablone del comitato FerroVia. «Ci sarà un esodo e uno spopolamento perché le persone dovranno scappare».
IL RICORSO
Il Comune appoggia la battaglia dei cittadini e ribadisce la fermezza sul dissenso. «La nostra posizione ad oggi resta invariata», dicono i presidenti della commissione speciale, Vincenzo Ginefra e Pietro Iacobitti, «il nostro non è un no ideologico all’opera, di cui comprendiamo bene vantaggi e benefici, ma va necessariamente calibrata l’impostazione del progetto, perché com’è attualmente è dannoso e richiede sacrifici enormi alla comunità».
LE INCONGRUENZE
L’opera di Rfi nasconde «troppe incongruenze», sottolinea Lucia Morretti, funzionaria comunale dell’Urbanistica, «sfugge tutta la parte di adeguamento del progetto alle prescrizioni». Il Comune ha quindi intenzione di prendere la strada del ricorso al Tar, già preparato dall’avvocato Patrizia Tracanna. «È pronto», dice, «servono solo le ultime limature». Ma nell’attesa di passare presto ai fatti, il Comune sollecita il contributo dei consiglieri regionali e, in particolare, di Mauro Febbo. «Potrebbe darci una grande mano», chiude Ginefra.
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