Finti operatori di Bankitalia, scoperta la maxi truffa: ora sono indagate due donne

30 Settembre 2023

Vittime del raggiro i clienti della Csr, l’istituto di credito interno di Palazzo Koch: tra loro c’è anche un teatino che ha perso 20mila euro. L’inchiesta porta a Napoli

CHIETI. Si sono spacciati per operatori della Cassa di sovvenzione e risparmio per il personale della Banca d’Italia, in sigla Csr, ovvero un istituto di credito interno che annovera tra i clienti solo dipendenti e pensionati di Palazzo Koch. E così sono riusciti a trafugare numerosi conti correnti. Ma adesso hanno un nome e un cognome almeno due dei presunti truffatori che, nella prima parte del 2022, si resero protagonisti di un raggiro tanto allarmante da scatenare il panico a livello nazionale. Si tratta di due donne che vivono in provincia di Napoli: Antonietta Vinaccia, 40 anni di Sant’Antimo, e Antonietta Beneventano, 39 anni di Melito. Il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Lucia Anna Campo ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto prodromico alla richiesta di processo: le accuse sono di truffa aggravata e sostituzione di persona per il caso di un correntista teatino che ha perso ben 20.000 euro nel giro di pochi minuti.
IL RAGGIRO
Il 2 marzo dell’anno scorso – ricostruisce l’accusa – la vittima riceve la telefonata di un uomo che, «con artifici e raggiri», si presenta come operatore della Csr e la invita a fornire i codici trasmessi con un messaggio telefonico «al fine di procedere all’aggiornamento dei dati personali». In realtà, si tratta di un imbroglio, perché il malcapitato viene indotto in errore: fornendo quelle informazioni, consente ai truffatori di accedere alla sua home banking ed effettuare un bonifico con il massimale giornaliero, vale a dire 20.000 euro. Quando il correntista teatino si accorge di essere stato raggirato, è troppo tardi. Dai successivi accertamenti disposti dalla procura emerge che i soldi sono finiti sulla carta Postepay intestata ad Antonietta Vinaccia. Quest’ultima, subito dopo, ha eseguito – sostiene ancora il pm – tre distinte operazioni di bonifico, dell’importo rispettivamente di 397,99 euro, 14.000 euro e 1.500 euro, su un’altra carta Postepay, stavolta riconducibile ad Antonietta Beneventano. È contestata alle indagate anche l’aggravante «di aver commesso il fatto approfittando della conclusione a distanza della transazione e con la forma mediata della rete telematica, tale da minorare la privata difesa».
L’INTERVENTO DI BANKITALIA
Sugli episodi in questione era intervenuta anche la Banca d’Italia con un comunicato ufficiale: «Il sistema informatico della Csr non ha subito alcun attacco e non è stato violato. Si è trattato di una truffa: un soggetto non identificato ha chiamato telefonicamente alcuni correntisti fingendo di essere un operatore addetto alla sicurezza della banca per carpire le informazioni personali e i codici necessari a operare sull’home banking Csr». E ancora: «La truffa telefonica, nella sua gravità, ha coinvolto in ogni caso un numero limitato di correntisti (0,089% dei conti correnti complessivamente gestiti dalla Csr). Una parte delle somme sottratte è già stata recuperata e verrà restituita ai correntisti. Sono in corso ulteriori attività per il recupero delle somme oggetto di truffa. La Csr ha informato tutti i correntisti del tentativo di raggiro in corso, ricordando loro di non comunicare a nessuno le proprie credenziali di accesso all’home banking». Ora le due indagate hanno venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti o chiedere di essere interrogate. Poi il pm deciderà se sollecitare l’archiviazione o il rinvio a giudizio.
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