Forte: «La guerra contro il Covid si vince con l’arma del vaccino»

L’appello dell’arcivescovo durante la cerimonia: «Immunizzarsi è un atto d’amore per la comunità» Il prefetto Forgione legge il messaggio del Presidente Mattarella e invita gli studenti alla riflessione
CHIETI. «Contro la guerra al Covid l’unica arma è quella della vaccinazione, vissuta come un atto d’amore per la comunità». L’arcivescovo di Chieti Vasto, monsignor Bruno Forte, lancia questo messaggio al termine della lettura della preghiera ai caduti, nel corso della commemorazione della festa del 4 novembre, giorno dell’unità nazionale e delle forze armate, 103esimo anniversario della fine della Grande Guerra e 100esimo anniversario del Milite ignoto. E così la cerimonia dedicata alla memoria, organizzata dalla prefettura guidata da Armando Forgione, ripiomba immediatamente nel presente, dove la guerra che oggi si combatte è quella contro il virus e l’arma per sconfiggerlo, torna a ripetere monsignor Forte, è quella del vaccino. È stato proprio il Covid a togliere un po’ di partecipazione alla festa di ieri davanti al monumento ai caduti, alla villa comunale.
«Il mondo della scuola non ha potuto partecipare in massa per evitare possibili assembramenti», dice Tiziana Venditti, dell’Ufficio scolastico provinciale, «ma comunque ha voluto esserci con una, seppur piccola, rappresentanza». La rappresentanza arriva dalla scuola media del convitto Vico, accompagnata dal responsabile di plesso Nunzio Mezzanotte: «La scuola è custode della memoria», ha detto l’insegnante, «ecco perché oggi abbiamo voluto essere qui». E così gli alunni delle medie erano schierati in parata tra i militari e le associazioni combattentistiche. Lo schieramento era aperto dai gonfaloni dei Comuni partecipanti: Villa Santa Maria, Fossacesia, Gessopalena, Francavilla, Tollo, Vasto, Poggiofiorito, Villamagna, Scerni, Bucchianico, Pollutri, Casalincontrada, Chieti e quello della Provincia. Seguivano i rappresentanti delle associazioni nazionali dei carabinieri, con il consigliere comunale Mario Colantonio, della polizia di Stato e degli alpini. C’erano poi la sezione di Chieti dell’Anpi con il presidente Filippo Paziente e il vice Giustino Zulli, l’Associazione nazionale combattenti e i volontari di protezione civile del Not con a capo Antonio Mancini. Chiudevano i ragazzi del Vico e i militari dell’esercito. La manifestazione è iniziata con l’alzabandiera, poi sono stati tributati gli onori ai caduti con la deposizione delle corone davanti al monumento. Il comandante della Legione carabinieri Abruzzo e Molise, generale Paolo Aceto, ha letto il messaggio del ministro della difesa Lorenzo Guerini, mentre il prefetto ha letto quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Monsignor Forte ha infine letto la preghiera lanciando il suo appello alla vaccinazione.
Il prefetto ha poi potuto apprezzare le vetrine dei negozi di corso Marrucino allestite con i simboli dei corpi militari, ringraziando i commercianti.
«Tradizionalmente ci occupiamo noi di questa manifestazione», ha detto la presidente di Confcommercio Marisa Tiberio, «e siamo molto contenti di farlo perché vuole essere anche un ringraziamento al prefetto, al questore e a tutte le forze dell’ordine che sono sempre molto vicini alla categoria». Molte le autorità presenti, tra cui il sindaco di Chieti Diego Ferrara, il questore Annino Gargano e i sindaci dei Comuni che hanno portato il gonfalone. «Per noi questa è una giornata molto importante», ha detto Ennio Giampaolo, presidente dell’Unione mutilati per servizio di Chieti, «perché raggruppiamo tutte le forze armate». «La guerra l’ho conosciuta bene, avendo avuto uno zio carabiniere fucilato in Croazia e un padre militare che ha fatto le campagne di Grecia e d’Albania», ha raccontato Egidio Fusco. «Quelli che avevano fatto la guerra ormai non ci sono più», ha aggiunto Rita Fantacuzzi, presidente della sezione teatina dell’associazione dei combattenti, «io porto avanti questo impegno in memoria di mio padre, Panfilo. Per me un dovere morale».

