Frana a Santa Giusta: situazione delicata «Attendiamo i fondi»

1 Giugno 2015

LANCIANO. «La situazione a Santa Giusta è molto delicata. La frana che si è attivata sul versante Morena dopo l’alluvione del marzo scorso è anomala e sta spaccando in due la parte finale della...

LANCIANO. «La situazione a Santa Giusta è molto delicata. La frana che si è attivata sul versante Morena dopo l’alluvione del marzo scorso è anomala e sta spaccando in due la parte finale della collina dove c’è la strada comunale che abbiamo transennato perché inagibile e una casa che ha problemi di sicurezza e ha costretto il sindaco Mario Pupillo a firmare un’ordinanza di sgombero per la famiglia che vi abita. Famiglia che ha l’albergo pagato, per quanto riguarda il pernotto e la colazione, dal Comune. Il vitto è a spese proprie. Così come prevede la legge e accade per le due famiglie sgomberate a Madonna del Carmine 5 mesi fa. Il Comune continua a monitorare quotidianamente le due frane a Santa Giusta e a Madonna del Carmine ma è in attesa dei fondi dalla Regione per fare opere di consolidamento, visto che i progetti sono stati inviati». L’assessore comunale ai lavori pubblici, Antonio Di Naccio, respinge le critiche di immobilismo lanciate dal presidente di Italia Nostra, Pierluigi Vinciguerra, e dalla famiglia costretta a lasciare la propria casa a Santa Giusta, presentando documenti e carte che attestano che il Comune, a febbraio, e dopo l’alluvione di marzo, ha inviato schede in Regione e al Genio civile per richiedere fondi per i progetti di consolidamento a Santa Giusta e non solo. «Nella contrada dove sono attive due frane ogni giorno vanno i geologi nostri e anche della Regione per i sopralluoghi», riprende Di Naccio, «perché la collina da un mese a questa parte sta scendendo. Abbiamo presentato lo scorso settembre richieste di fondi per le 9 zone a rischio idrogeologico che abbiamo in città, tra cui Santa Giusta. A febbraio abbiamo inviato nuove domane al Genio civile e a marzo alla Regione per lo stato di calamità. Abbiamo inviato progetti completi che abbiamo dovuto ora integrare per le condizioni che si stanno creando sul versante Morena perché lì si è aperto un dislivello di 15 metri di altezza e la collina sembra si stia dividendo in due. Attendiamo dalla Regione l’arrivo di 700mila euro, che comunque non bastano visto che per fermare lo scivolamento della collina occorrono milioni di euro che non ci sono». Di certo però, in attesa dei fondi il Comune potrebbe effettuare il carotaggio del terreno per capire che tipo di frana è in atto.

Teresa Di Rocco

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