Gettoni di presenza in beneficenza C’è l’esposto alla Corte dei conti

13 Agosto 2024

Nel 2020 era stato deliberato all’unanimità l’utilizzo dei compensi dei consiglieri per finalità sociali La minoranza: «Diverse anomalie riscontrate, nessuna notizia sull’uso dei fondi dopo il primo anno»

CHIETI. I proventi per la beneficenza provenienti dal taglio dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali finiscono al centro di un esposto inviato dall’opposizione alla Corte dei conti e alla procura della Repubblica. A firmare il documento sono tutti i consiglieri di centrodestra: Mario De Lio (Udc), Mario Colantonio, Fabrizio Di Stefano, Liberato Aceto ed Emma Letta (Lega), Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia (Fratelli d’Italia), Serena Pompilio (Azione Politica), Stefano Costa (Forza Chieti), Giampiero Riccardo (Chieti Viva), Bruno Di Iorio (Di Iorio Sindaco) e Damiano Zappone (Forza Italia).
Il taglio dei gettoni di presenza è stato deciso all’unanimità dal nuovo consiglio comunale appena insediatosi nel 2020: i soldi risparmiati dovevano servire per il sostenere il sociale ed effettivamente, nel primo anno, sono stati destinati all’emergenza Covid. Dopo, però, non si è saputo più nulla della loro destinazione. Ci sono voluti interventi in consiglio, richieste di accesso agli atti e riunioni della commissione di garanzia e controllo, presieduta da Di Stefano, per scoprire che, poiché i consiglieri non ne avevano più deciso la destinazione di anno in anno, i soldi erano finiti in un calderone indistinto e utilizzati a seconda dell’occorrenza. Ma le minoranze chiedono ora maggiore chiarezza: «Nonostante numerose interrogazioni consiliari e richieste di accesso agli atti», scrivono in una nota, «noi consiglieri di minoranza non abbiamo ricevuto alcuna risposta sulle somme quantificate e sulle modalità di destinazione delle risorse alle attività sociali. Questo grave silenzio contrasta con le risposte fornite, invece, ai consiglieri di maggioranza che con dichiarazioni sottoscritte da sindaco, assessore alle finanze e dirigente finanziario, hanno insinuato responsabilità del consiglio comunale stesso per la mancanza di tempestiva richiesta di quantificazione delle economie. L’amministrazione del sindaco Diego Ferrara continua a diffondere storielle mediatiche e diversivi, ma i consiglieri di minoranza non intendono più tollerare tale situazione».
Secondo le minoranze ci sarebbero, dunque, diverse «anomalie» riscontrate. «Questa situazione, caratterizzata da violazioni di disposizioni statutarie e regolamentari», continuano i consiglieri, «ha generato un diffuso senso di sfiducia nei consiglieri di minoranza, i quali rivendicano il diritto di vigilanza e controllo sulla gestione della cosa pubblica. Riteniamo che quanto accaduto leda gravemente i diritti dei consiglieri comunali e comprima il corretto funzionamento della pubblica amministrazione». Di qui il doppio esposto.
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