Gettoni di presenza in beneficenza Il sindaco: destinati a spese sociali

Ferrara non teme gli accertamenti della procura dopo l’esposto dei rappresentanti dell’opposizione La replica: «Nessuno ha sottratto nulla e non sono mai state negate le richieste di accesso agli atti»
CHIETI. Il sindaco Diego Ferrara non sembra troppo impensierito dalla decisione dei consiglieri di minoranza di rivolgersi alla Corte dei conti e alla procura per sapere che fine hanno fatto i fondi derivanti dal taglio dei gettoni di presenza da dare in beneficenza. «È una prerogativa dei consiglieri comunali interpellare la Corte dei conti», dice, «di certo nessuno ha sottratto nulla e nessuno si è mai sottratto alle richieste di accesso agli atti sulla questione, come ben documentato dalla presenza dell’assessore al bilancio e del dirigente nelle commissioni e dagli interventi in consiglio, nonché dalle risposte scritte prodotte».
Nonostante gli atti prodotti, però, la minoranza ritiene che sulla questione non ci sia stata piena trasparenza. Tutti i gruppi della opposizione di centrodestra (Udc, Lega, Fratelli d’Italia, Azione politica, Forza Chieti, Chieti Viva e lista Di Iorio sindaco) hanno annunciato la volontà di ricorrere alla Corte dei conti e alla procura di Chieti per sapere se i fondi derivanti dall’autotassazione sono andati effettivamente per scopi sociali. La certezza sulla finalità è stata assicurata solo per il primo anno, quando il taglio è andato a sostegno dell’emergenza Covid. Negli anni successivi, invece, non si è saputo più niente. A seguito delle richieste dei consiglieri comunali si è poi venuto a sapere che, per avere certezza di dove sarebbero andati a finire i fondi, i consiglieri stessi avrebbero dovuto stabilirlo di anno in anno.
E questo non è stato fatto, come sottolinea anche il sindaco: «Vero è che, secondo la delibera di consiglio», replica al riguardo Ferrara, «l’assise, in sede di bilancio, avrebbe dovuto determinare l’indirizzo e la destinazione da dare alla riduzione delle indennità consiliari. Il primo anno è successo e i consiglieri hanno deciso di destinare alle spese Covid la somma, negli anni successivi, invece, non essendoci alcuna destinazione espressa da parte dei consiglieri, le somme sono andate a copertura di spese di bilancio e dunque anche del sociale. Nessuna mistificazione, né “diversivi” o operazioni senza trasparenza, questa è un’amministrazione che rispetta le regole», sottolinea infine Ferrara.
Il gettone di presenza dei consiglieri comunali ammonta a circa 92 euro e viene percepito ogni volta che si partecipa a consigli comunali o a commissioni consiliari. Il taglio deciso nel 2020 è di circa 12 euro. Dopo le recenti polemiche, due commissioni consiliari, quella sul bilancio e quella di controllo e garanzia, si sono concluse con l’indirizzo di voler revocare la delibera che nel 2020 decise, all’unanimità, di destinare parte dei propri emolumenti a sostegno del sociale.
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