Giro di usura e truffe in serie Il pm chiede tre condanne
LANCIANO. Sono tre le richieste di condanna nel processo in corso con 12 imputati derivato dall’operazione Cipollaro, un presunto giro di usura e truffe smantellato nel 2011. Il pubblico ministero,...
LANCIANO. Sono tre le richieste di condanna nel processo in corso con 12 imputati derivato dall’operazione Cipollaro, un presunto giro di usura e truffe smantellato nel 2011. Il pubblico ministero, Serena Rossi, nella requisitoria ha parlato dell’esistenza di un sistema truffaldino volto a fare prestiti a tassi fuori controllo e poi a trasformare le vittime di usura, che non potevano più pagare i prestiti, in prestanomi, legali rappresentanti di società utilizzate per raggirare altre imprese. Una è la Natale srl: tramite questa azienda di Fara San Martino, l’associazione acquistava merce da varie aziende pagate con assegni post-datati e insoluti. La merce – carburante, porte, materiali in legno, travi lamellari, carrelli elevatori, gruppi di continuità – era depositata in un piazzale in località Cipollaro a Casoli. Un affare da 350mila euro. Da qui le richieste di condanna: 5 anni e 25mila euro di multa per usura e associazione a delinquere finalizzata alla truffa per Felice Di Fazio, 60 anni di Lanciano; tre anni e 8 mesi per Antonio Cardillo, 45 anni di San Vito per associazione a delinquere finalizzata alla truffa; due anni e 4 mesi e 1.000 euro di multa per Rosanna Pugliese, 40 anni di Perano per truffa, assolta invece dall’associazione a delinquere.
Tutti prosciolti per intervenuta prescrizione gli altri imputati: Annamaria Alleva, 62 anni e Vittorio Natale, 41 anni entrambi di Fara San Martino, Lorenzo Verì, 51 anni di San Vito, Martina e Michela Di Fazio di 35 e 34 anni di Lanciano, Nadia Di Ridolfo, 64 anni, Michele Guido Eraldo Sbaraglia, 67 anni di Teramo, Felice Pasquini, 54 anni di Perano. Il 20 gennaio 2020 toccherà ai legali degli imputati smontare le accuse, anche se molti reati sono già prescritti.(t.d.r.)

