Gli avvocati: linguaggio neutro per cominciare la rivoluzione

8 Marzo 2021

CHIETI. «Il linguaggio è il punto di partenza per una rivoluzione culturale». Lo afferma Monia Scalera, presidente del Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Chieti. Nel giorno che...

CHIETI. «Il linguaggio è il punto di partenza per una rivoluzione culturale». Lo afferma Monia Scalera, presidente del Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Chieti. Nel giorno che celebra le donne, Scalera chiede «l’uso di un linguaggio neutro, inclusivo e soprattutto equo rispetto al genere. Con ciò», prosegue, «non intendo dire che io, da donna, mi senta discriminata ogni qualvolta mi si rivolga la parola con appellativi di regola declinati al maschile, poiché sono ben consapevole che, nel tempo, questa consuetudine abbia assunto il rango di regola grammaticale. Ma perché tutto ciò, perché si è arrivati a questo? Ciò che auspico è che non si dimentichi la genesi di questo risultato: non bisogna dimenticare che la maggior parte dei nomi delle professioni è declinata al maschile perché le medesime professioni erano interdette alle donne: ministro, avvocato, ingegnere, architetto. È fondamentale essere consapevoli che l’accettazione di questa realtà», osserva Scalera, «è figlia di un retaggio atavico che si insinua fino a creare un vulnus nel nostro dna e che fa apparire questo modus operandi come se fosse la regola, mentre in realtà è una ingiusta eccezione, ahimè, consolidata. È necessario riparare il dna. In che modo? L’unica maniera è l’uso di un linguaggio neutro».
Interviene anche l’avvocato Rita Di Falco, presidente della quinta commissione per i rapporti con i giovani avvocati del Cpo: «Grazie a tutte quelle donne che ci mostrano ogni giorno che il mondo può essere ancora a colori, che la vita ha il ritmo di una ballata gitana, d’estate, tra le stelle, con i piedi nudi nella sabbia, vita che profuma di casa, musica, allegria. Grazie per rammentarci che l’accoglienza, il sentimento, la pluralità e la difesa della vita sono funzioni fondamentali per la sopravvivenza, anche se ogni notte rischiamo di dimenticarcelo. Grazie ad ogni donna unica a suo modo, anche nel coraggio ostentato di mostrare le proprie imperfezioni; un grazie a tutte quelle che restano unite contro le spallate che la vita ogni tanto dà, ma che non hanno mai perso la voglia di immaginare storie luminose ed edificanti. Grazie a quelle donne che hanno lasciato il segno in questo tempo sospeso della pandemia, che hanno messo in gioco coraggio, forza, competenza, speranza e ci rendono fiere di appartenere al genere di queste eroine qualunque nelle sfide quotidiane. Non sono mica perfette, queste donne, non sono mica infallibili, però ci provano e noi del Comitato pari opportunità proveremo sempre a dare loro voce. Grazie a tutte le donne oggi 8 marzo e ogni giorno».