Gli incappucciati a Sant’Agata, tutte le chiese saranno aperte
Si torna al percorso lungo, con il passaggio davanti alla chiesa di Sant’Agata, una delle più antiche di Chieti. E tutte le chiese attraversate dal corteo degli incappucciati resteranno aperte. Sono...
Si torna al percorso lungo, con il passaggio davanti alla chiesa di Sant’Agata, una delle più antiche di Chieti. E tutte le chiese attraversate dal corteo degli incappucciati resteranno aperte. Sono queste le novità più rilevanti della Processione del Cristo morto che venerdì prossimo dalla cattedrale di San Giustino si allungherà per le vie del centro storico. Quest’anno si torna al percorso lungo e il corteo passerà, dopo tre anni, davanti alla chiesa di Sant’Agata. «Abbiamo deciso di cambiare percorso sia per un aspetto tecnico», spiega Giampiero Perrotti, governatore dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, «perché con il percorso di prima, quello più breve, quando la testa della processione arrivava in via Toppi si incontrava con la coda che era ancora lungo via Arniense. Ma anche per un aspetto storico perché la chiesa di Sant’Agata è una delle più antiche di Chieti». L’altra novità è che tutte le chiese che si trovano lungo il percorso della Processione resteranno aperte. «Con l’assenso dell’arcivescovo Bruno Forte», dice Perrotti, «abbiamo chiesto ai parroci di tenere aperte le porte delle chiese. Tutti hanno accettato il nostro invito». Alcune, come ad esempio la parrocchia della Trinità, posizioneranno fuori anche le statue del Cristo e della Madonna.
Sono stati restaurati i sette simboli della Passione, realizzati dall’artista teatino Raffaele Del Ponte. I lavori, con l’autorizzazione della Soprintendenza, sono stati eseguiti da una restauratrice di Piacenza e dalla ditta teatina Zuccarini. «La Processione è una cerimonia solenne nella quale la città trova la sua identità», spiega Perrotti, «è una delle più antiche d’Italia, se non la più antica. Un corteo unico ed estremamente affascinante per le note del Miserere e la presenza di 300 persone tra cantori e violinisti».
L’atmosfera della “Prucissione” si riproporrà in tutta la sua solennità a partire da venerdì mattina, alle 12, quando in cattedrale ci saranno le ultime prove del Coro del Miserere di Selecchy diretto dal maestro Loris Medoro con Giuseppe Pezzulo maestro di cappella. In città si respira già un’atmosfera di attesa per un rito che coniuga da secoli testimonianza di fede e orgoglioso sentimento di identità. Un lungo serpentone di simboli e devozione che porterà a Chieti migliaia di fedeli e visitatori. (g.g.)
Sono stati restaurati i sette simboli della Passione, realizzati dall’artista teatino Raffaele Del Ponte. I lavori, con l’autorizzazione della Soprintendenza, sono stati eseguiti da una restauratrice di Piacenza e dalla ditta teatina Zuccarini. «La Processione è una cerimonia solenne nella quale la città trova la sua identità», spiega Perrotti, «è una delle più antiche d’Italia, se non la più antica. Un corteo unico ed estremamente affascinante per le note del Miserere e la presenza di 300 persone tra cantori e violinisti».
L’atmosfera della “Prucissione” si riproporrà in tutta la sua solennità a partire da venerdì mattina, alle 12, quando in cattedrale ci saranno le ultime prove del Coro del Miserere di Selecchy diretto dal maestro Loris Medoro con Giuseppe Pezzulo maestro di cappella. In città si respira già un’atmosfera di attesa per un rito che coniuga da secoli testimonianza di fede e orgoglioso sentimento di identità. Un lungo serpentone di simboli e devozione che porterà a Chieti migliaia di fedeli e visitatori. (g.g.)

