Gli ispettori della Regione: lo studentato deve chiudere

Oggi è il giorno della verità, ma la mega struttura non è in regola con la legge Il dirigente Zappacosta: la società Campus X non ha realizzato gli adeguamenti
CHIETI. Lo studentato del Villaggio Mediterraneo riapre oggi? É un rebus. Un cartello all’ingresso indica che la struttura è chiusa per ferie fino al 24 agosto. Ma sulla casa dello studente pende un doppio veto della Regione e del Comune a riaprire. Perché i due grattacieli, costruiti dalla impresa Di Cosmo per i Giochi del Mediterraneo del 2009, (che possono ospitare 300 persone), e venduti poi a un Fondo immobiliare e attualmene gestiti dalla Campus X delle Puglie, non sono in regola. Quindi i 165 studenti iscritti alla d’Annunzio, che hanno prenotato per questo anno accademico, oggi non potranno rientrare nelle stanze di via dei Vestini.
La Regione parla e spiega al Centro i motivi. «Due funzionari della Regione sono andati nello Studentato del Villaggio Mediterraneo e hanno visto che il proprietario non ha cambiato destinazione d’uso come impone la legge che ha valenza in tutto il territorio nazionale», lo dice Giancarlo Zappacosta dirigente settore trasporti, mobilità, turismo e cultura della Regione Abruzzo, che indirettamente si è interessato alla questione, «io non ho fatto nessun provvedimento, la Regione (dopo che aveva richiamato il Comune affinché facesse rispettare la legge alla Campus X ndr) ha mandato due funzionari che hanno verificato che la situazione di irregolarità continuava a perdurare, così è stata inviata una nota alla dirigente del Comune Angela Falcone affinché diffidasse la Campus X a esercitare l’attività per la quale non ha i requisiti di legge. Fino ad oggi», continua Zappacosta, «quella struttura è stata una cosa raffazzonatissima, veniva indifferentemente usata come alloggio per studenti, e la Campus X, non essendo società onlus non può farlo, ha ospitato persone per uso foresteria pur non avendo i requisiti di casa albergo. La stessa società gestisce due situazioni irregolari nelle Puglie e nel Lazio».
I grattacieli, impropriamente chiamati studentato, sono nati per i Giochi del Mediterraneo, per ospitare atleti e staff delle società sportive. Il complesso è stato poi ceduto dalla impresa Di Cosmo al Fondo e gestiti dallasocietà pugliese che l’ha aperta come Casa dello studente, ma irregolarmente, a detta di Comune e Regione, perché uno studentato pubblico può essere gestito solo da società che non hanno scopo di lucro. La società già nel 2012 ha fatto richiesta di cambio di destinazione d’uso per casa albergo. Un cambio che poteva essere concesso solo se la Campus X avesse operato importanti cambiamenti tali da renderli una struttura ricettiva. Ma così non è stato e la società avrebbe continuato ad operare nella irregolarità. Fino alla ispezione dei funzionari della Regione, Rita Di Giacomo e Giovanni Savini, dopo la quale il Comune è stato sollecitato alla diffida.
«Modificare una struttura nata per ospitare atleti a una attività ricettiva», conclude Zappacosta, «richiede cambiamenti importanti sia in termini di arredo, di opere di sicurezza e naturalmente di dispendio di risorse che la società non ha fatto».
Dopo la diffida del Comune,Campus X ha inviato lettere a 165 studenti di cessazione dell’attività alberghiera e extra alberghiera perché il Comune con ordinanza avrebbe comunicato suddetta cessazione. Ha inoltre comunicato che le camere dovevano essere sgomberate e che i soldi delle prenotazioni sarebbero stati restituiti. Ma il Comune nega di aver fatto alcuna ordinanza e precisa che si tratta di una diffida a continuare l’attività secondo la legge irregolare. La Campus X ha annunciato comunque ricorso al Tar. Ma oggi è il giorno della verità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

