Ha strangolato la madre 88enne: il figlio dall’ospedale al carcere

Tre giorni dopo il delitto, i carabinieri trasferiscono Francesco Rotunno dalla Psichiatria a Villa Stanazzo Oggi, alle 12 a Lanciano, l’incarico per l’autopsia su Cesina Bambina Damiani, anche lei positiva al Covid
CASOLI. A tre giorni dal delitto scatta l'arresto per Francesco Rotunno, 64 anni, accusato di aver ucciso la madre Cesina Bambina Damiani, 88 anni, nella loro abitazione di corso Umberto I. L'uomo, secondogenito della vittima, è stato dall'inizio l'unico sospettato del delitto, da quando, domenica scorsa, la badante della madre aveva trovato il cadavere della donna sul letto, con evidenti segni di strangolamento, e un biglietto di scuse. Dopo alcune ore i carabinieri lo avevano rintracciato ai bordi della strada, ferito ai polsi nel tentativo di farla finita. Rotunno, trasferito nel carcere di Lanciano, deve rispondere di omicidio volontario aggravato.
L’ARRESTOI carabinieri del Norm di Lanciano, diretti dal tenente Giuseppe Nestola, si sono presentati intorno alle 13 nella palazzina del reparto di psichiatria dell'ospedale Renzetti, dove l'indagato era ricoverato da domenica, giorno del delitto, dopo aver tentato il suicidio. Rotunno era pronto a lasciare il reparto, aveva in mano la lettera di dimissioni, ma è stato prelevato dai militari e portato in caserma per sbrigare le formalità di rito. Prima dell'arresto si è atteso anche l'esito del tampone di guarigione dal Covid, da cui l'uomo era affetto da giorni. L'ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere è stata firmata ieri mattina dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta del sostituto procuratore Serena Rossi. Accanto a lui, ieri, c'era uno dei tre figli avuto dalla ex moglie Catia Celli.
L’INDAGATOSguardo assente, atteggiamento tranquillo, remissivo: è apparso così l'indagato. Nulla a che vedere, di certo, con un efferato assassino. Sembra piuttosto non ricordare molto di quanto accaduto negli ultimi giorni. Tutti sintomi, probabilmente, di un equilibrio mentale precario, anche se finora non aveva mai dato segni di squilibrio né risultano certificazioni mediche che attestino un qualche tipo di disturbo o patologia. Né tantomeno Rotunno è mai stato seguito dal Centro di salute mentale di Lanciano. Lo stesso gip Canosa, accogliendo la richiesta di misura cautelare da parte della Procura, ha disposto la detenzione in carcere «fino all'interrogatorio». Andrà poi valutato se la condizione dell'indagato è compatibile con il carcere oppure no. Anche l'assenza di un'alternativa, come gli arresti domiciliari, potrebbe aver pesato sulla scelta della custodia in carcere. Rotunno è assistito dal legale di fiducia, l'avvocato Silvana Vassalli. L'interrogatorio di garanzia non è stato ancora fissato.
AUTOPSIA E INDAGINIÈ previsto invece oggi, alle 12, il conferimento dell'incarico per l'autopsia al medico legale Pietro Falco. I tempi per l'esame tecnico sono però destinati a slittare, poiché anche la salma di Cesina Bambina Damiani è risultata positiva al Covid. Bisognerà attendere la disponibilità della sala settoria dell'ospedale di Fermo, nelle Marche, come accaduto già in passato per diverse inchieste e decessi avvenuti nel Chietino. L'anziana, disabile e ipovedente, è stata trovata senza vita domenica 12 febbraio, poco prima delle 19. La badante era andata nell'alloggio popolare di corso Umberto I a portare la cena. Cesina era distesa sul letto, la testa leggermente reclinata. Sul collo evidenti segni di strangolamento. Le indagini, condotte dai carabinieri di Casoli e Lanciano, agli ordini del maggiore Fabio Vittorini, dovranno accertare cosa l’assassino abbia utilizzato – se un cavo elettrico, un cordoncino o altro – e il movente del delitto, da rintracciare forse nel contesto di disagio sociale in cui vivevano madre e figlio.

