Linda va in classe da sola: è l’unica alunna della prima alle elementari di Celenza

16 Settembre 2026

La piccola di Torrebruna s’iscrive nel piccolo centro vastese e salva la sezione. La madre: istruzione linfa per i territori. Il sindaco: evitiamo lo spopolamento

CELENZA SUL TRIGNO

Si chiama Linda ha sei anni è di Torrebruna e da due giorni ha iniziato il suo percorso scolastico nella scuola di Celenza sul Trigno. Linda è l'unica alunna iscritta in prima elementare. Lei è entusiasta delle sue insegnanti ed è contenta della nuova avventura. È stata accolta con una scritta sulla lavagna “Benvenuta Linda” e dall'abbraccio degli insegnanti. Lei, felice, ha ringraziato inconsapevole dell'importanza della presenza del suo banco in quell'aula. Non sa che grazie alle decisioni prese dai suoi genitori la prima classe della scuola di Celenza sul Trigno per quest'anno è salva. «È necessario salvare le scuole, sono linfa per i territori e portano posti di lavoro», dice convinta la mamma, Luisella Lella. Nell'ultimo decennio hanno chiuso migliaia di scuole, e molte altre sono a rischio nei prossimi 5 anni. Fra gli istituti che hanno chiuso le porte c'è anche la scuola di Villetta Barrea, resa famosa dal film campione di incassi di Riccardo Milani "Un mondo a parte". «Lo spopolamento è frutto di una serie di condizioni e fenomeni di lunga durata, ma grazie a genitori come Luisella stiamo cercando di contrastarlo», afferma il sindaco di Celenza sul Trigno, Walter Di Laudo. I dati demografici raccontano l'esodo dei residenti dei piccoli Comuni montani verso la costa. Linda abita con la famiglia a Torrebruna, ma lì non c’è più la scuola. E neppure a San Giovanni Lipioni. Celenza sul Trigno per il momento può vantare un discreto numero di alunni: 70. Ventotto bambini sono iscritti alla scuola primaria, 12 alla scuola dell'infanzia e 20 alle scuole medie. «Linda», spiega il sindaco Di Laudo, «frequenta una pluriclasse di alunni di prima, seconda e terza elementare. Gli alunni di quarta e quinta formano un'altra pluriclasse. Molti di loro arrivano dai paesi vicini. C'è un pulmino che al mattino li porta a Celenza alle 8 e nel pomeriggio alle 14 li riporta a casa. Questo per cinque giorni alla settimana. Sabato non c'è scuola. Le famiglie sono soddisfatte per la qualità dell'apprendimento e lo siamo anche noi amministratori. Scegliere la scuola di Celenza significa credere nel futuro di questo territorio e di questo borgo».

D’accordo con lui la mamma della piccola Linda che è un'insegnante e ben conosce l'importanza dell'educazione scolastica. «È necessario», dice, «battersi per la sopravvivenza delle scuole nei piccoli comuni. È un ambiente sano, gli insegnanti sono preparati e seguono da vicino gli alunni. Io non voglio assolutamente che la scuola di Celenza chiuda ma lo dico perché a Celenza ho iscritto anche la primogenita che ora frequenta la quarta elementare e la bambina si è trovata benissimo. Linda del resto conosce Celenza avendo frequentato lì la scuola dell'infanzia. Io sono tornata da Roma convinta di far crescere ed educare le mie figlie in un ambiente sano. Questo territorio è sano e ricco di cultura e molto altro. Per Linda è un privilegio essere seguita personalmente e per il territorio è fondamentale continuare ad avere una scuola. La vita della scuola è importante», insiste Luisella. «Le piccole scuole tradizionalmente rinsaldano e conservano i propri tratti distintivi culturali e storici divenendo comunità di memoria. Il loro rapporto con l’ambiente naturale, sociale e culturale può rappresentare una risorsa dalle forti potenzialità innovative nel momento in cui si lega l’apprendimento alla realtà valorizzandola nel rispetto delle vocazioni territoriali». Luisella Lella ha deciso in accordo con il marito e il suo entusiasmo sta contagiando altri genitori pronti a fare la stessa cosa. «È importante che i nostri bambini vengano educati conservando anche le tradizioni dei loro territori. In scuole come quella di Celenza il percorso scolastico è seguito passo passo con grande attenzione e i bambini non sono numeri. Si sentono protetti e a casa. Gli insegnanti seguono i percorsi didattici tenendo conto delle potenzialità dei piccoli. Ed è importante per un genitore che il bambino sia contento. Il primo giorno di scuola», racconta Luisella, «quando Linda è tornata a Torrebruna e le ho chiesto come fosse andata mi ha risposto entusiasta: “benissimo mamma”. Questo è importante». Il team di insegnanti che si prende cura di Linda e altri 69 bambini in paese, ha raccolto la sfida ed è deciso a dimostrare con i fatti che le scuole dei piccoli comuni hanno un grande valore. Le pluriclassi aumentano del resto in tutta Italia e rappresentano un’esperienza formativa importante. Dello stesso avviso è il presidente della Provincia, Francesco Menna. Da anni, Menna si batte per rivitalizzare i piccoli borghi e salvaguardare le scuole: «Auguro a Linda e a tutti i bimbi che frequentano le scuole dei piccoli Comuni uno splendido anno scolastico», è il suo messaggio di inizio anno.