Honda, attesa per i nuovi scooter Il mercato regge anche col Covid
Atessa. Nonostante il lockdown è aumentata la richiesta di moto per muoversi più agevolmente Adesso inizia la bassa stagione: si fermano fino al 7 gennaio gli operai con contratto a tempo
ATESSA. È iniziata la scorsa settimana, dopo un’annata mai così particolare, la bassa stagione per la Honda, un periodo fisiologico per le case motociclistiche che nei mesi invernali non devono rispondere alle richieste dei clienti che si concentrano per lo più in primavera ed estate. La fabbrica delle due ruote che ad Atessa insedia l'unico stabilimento europeo del prestigioso marchio giapponese per la produzione di moto e scooter, si appresta a ridurre sensibilmente la produzione in vista della ripresa a gennaio dei ritmi abituali. E con la produzione cala anche il numero dei dipendenti. Si è passati da oltre 800 addetti ai circa 400 di adesso con 350 dipendenti assunti a tempo indeterminato. Sono infatti scaduti i contratti dei mini-turno (contratti temporanei per coprire l’orario di lavoro 17-22) e dei lavoratori stagionali (dipendenti con contratto a tempo determinato chiamati soltanto nei periodi di alta stagione): i dipendenti torneranno in fabbrica il 7 gennaio. Il mercato delle due ruote made in Val di Sangro non è stato tuttavia mai così vivace. Nonostante il Covid e forse proprio per effetto della pandemia, le richieste di due ruote hanno continuato a fioccare, forse per la necessità di muoversi con un mezzo proprio più agile e meno impegnativo a livello economico rispetto a un’auto. Il prolungato lockdown ha causato tuttavia la perdita di 30mila moto che si è potuta recuperare solo in parte. Honda era stata una delle prime fabbriche a chiudere, il 21 marzo, e uno degli ultimi stabilimenti a ripartire a pieno regime, il 18 maggio. Una strategia che era stata imposta a livello mondiale e che ha comportato anche l’applicazione di un rigido protocollo di misure anti-Covid, cosa che ha scongiurato il pericolo di contagi. Si chiude quindi con una produzione di circa 86mila moto che, se rispetto agli anni precedenti è in leggera flessione, risulta eccezionale in considerazione dei mesi di fermo produttivo imposti dal lockdown. Secondo alcune stime della direzione aziendale si sarebbero infatti potute vendere agevolmente altre 10mila moto. Ci si prepara ora alla bassa stagione. La produzione sarà a regime più basso rispetto allo stesso periodo di altri anni (in estate sono state invece prodotti 500 scooter al giorno). Questo perchè si è in attesa della nuova gamma di scooter che presenta un piccolo aumento della cilindrata. Ad Atessa saranno prodotti i Forza 300 e gli Sh 300, con 50 cc di cilindrata in più rispetto ai precedenti modelli della stessa gamma. Gli scooter Honda restano i più apprezzati sul mercato europeo. Inoltre la casa giapponese è l'unica che produrrà motori Euro 5 nel pieno rispetto delle più recenti normative europee anti particolato e anti inquinamento. La sfida per lo stabilimento di Atessa è dunque aperta. Sarà l'anno delle due ruote?

