Honeywell, l’incontro slitta a oggi Lolli: l’azienda se vuole si salva

5 Ottobre 2017

Atessa. Rinviato di 24 ore il vertice di Roma: il ministro Calenda partecipa di persona alle trattative Il vicepresidente della Regione: «È la vertenza più difficile che mi sia capitata, sono preoccupatissimo»

ATESSA. È stato rinviato ad oggi il tavolo di confronto tra il ministro del Mise (ministero dello Sviluppo economico) Carlo Calenda, il vicegovernatore regionale Giovanni Lolli e i massimi vertici aziendali della Honeywell, colosso dei turbocompressori con sede ad Atessa. Lo slittamento dell'incontro, dove si deve discutere della permanenza in Abruzzo dell’azienda, è stato voluto proprio dal ministro che vuole partecipare in prima persona al tavolo di trattative. Una circostanza che, se da un lato rincuora dato l’interessamento diretto dell’esponente del governo, dall’altro conferma la delicatezza di una vertenza che fin da subito si è presentata come durissima e dai risvolti inattesi.
«Sono preoccupatissimo», conferma Lolli raggiunto al telefono, «e penso che la preoccupazione dei lavoratori sia fondata. Ma in questo caso non è che l’azienda non abbia voluto partecipare, ma solo che, cosa molto inusuale, il ministro ha deciso di seguire in prima persona la vertenza. Questo conferma l’importanza di questa vicenda e anche il fatto che sia particolarmente difficile. Sto seguendo altre situazioni di crisi, ma di certo questa è la vertenza più complicata proprio perché necessita dell’interessamento diretto del ministro». Lolli andrà ancora a Roma oggi. «Porterò il punto di vista del territorio», afferma il vicepresidente della giunta regionale, «che non è solo denso di preoccupazione, ma soprattutto propositivo. Noi mettiamo a disposizione degli strumenti (il contratto di sviluppo e l'inclusione di Atessa nella Zes, Zona economica speciale, ndc) e l’accoglimento delle nostre proposte sarà la cartina al tornasole della volontà dell9azienda. Se deciderà di firmare il contratto di sviluppo vorrà dire, ad esempio, che resterà sul territorio almeno per altri tre anni. Le proposte ci sono, se ci sarà la volontà si può salvare la Honeywell».
E intanto la tensione tra le maestranze sale. Il continuo avvicendarsi di date e incontri, l’esclusione delle parti sociali dal tavolo con il ministero e il rinvio di ieri dell’incontro di Roma sta mettendo a dura prova le aspettative dei lavoratori, sfibrati da oltre due settimane di sciopero. La rabbia serpeggia tra i 420 dipendenti assieme al timore che tutto sia già deciso e che il destino della fabbrica dei turbo, una delle eccellenze mondiali nel campo automotive, sia stato segnato con la decisione di copiare codici e prodotti realizzati ad Atessa in un altro stabilimento in Slovacchia. Ma assieme alla rabbia cresce anche la consapevolezza che bisogna essere tutti uniti. Nonostante le lunghe giornate di presidio, giorno e notte davanti ai cancelli della fabbrica, dove si sono anche toccati momenti di tensione per la consegna di materiali che è stata bloccata dalle maestranze, i dipendenti che scendono in strada a dare il cambio ai colleghi sono aumentati.
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