I negozianti: intitolare il campo della Villa a Sergio Marchionne

L’idea nata durante la presentazione del libro a lui dedicato Confartigianato: un uomo che ha sacrificato tutto per il lavoro
CHIETI. «Chiediamo al Comune di Chieti di ricordare Sergio Marchionne con una intitolazione». Questa la proposta del direttore di Confartigianato Chieti L’Aquila Daniele Giangiulli avanzata nel corso dell'appuntamento dedicato al manager teatino, a cinque anni dalla scomparsa, sabato sera a palazzo de’Mayo. L’iniziativa, intitolata “Cosa resta della rivoluzione di Sergio Marchionne”, ha visto anche la presentazione dell’omonimo libro di Tommaso Ebhardt, alla presenza dell’autore, amico personale del grande manager, per la prima volta a Chieti. A introdurre i lavori è stato Massimo Pasqualone, mentre a raccontare le testimonianze di chi ha conosciuto da vicino Marchionne sono stati Eugenia Tabellione, già docente dell’Istituto comprensivo “Sergio Marchionne” di Amatrice, che proprio lui contribuì a ricostruire dopo il sisma per assicurare qualcosa di stabile ai bambini che avevano vissuto il dramma del terremoto, Luciano Massone, ex dirigente Fca, l'architetto Vincenzo Perinelli, amico d’infanzia di Marchionne, e Romano Frezzini, il cui fratello Tonino, scomparso prematuramente all’età di 30 anni, era forse all'epoca l'amico più stretto del manager teatino. E visto che Perinelli ha ricordato un giovane Marchionne che amava organizzare partite di pallone al campo della villa comunale che il Comune sta ristrutturando, «perché non intitolarlo a lui a fine ristrutturazione», ha proposto Giangiulli, ricordando come negli Stati Uniti «Marchionne sia molto celebrato, mentre appare quasi dimenticato in Italia. E allora iniziamo dalla sua città per ricordare quest’uomo che ha dato tanto al lavoro, per cui ha sacrificato tutto, tempo libero e persino salute personale. Per lui, come ha sottolineato chi lo conosceva bene, non esisteva mai un giorno di vacanza. A chi gli chiedeva di riposarsi almeno un poco lui rispondeva di sentire addosso la responsabilità dei suoi 300mila dipendenti Fiat». L’iniziativa, organizzata in collaborazione con la Fondazione Banco di Napoli e con il Rotary Club Chieti, ha visto anche la presenza tra il pubblico del sindaco Diego Ferrara. Il libro di Ebhardt - a capo della redazione di Bloomberg News di Milano - è tornato in libreria con un’attesa edizione aggiornata e ampliata del best seller sul manager che ha salvato Fiat e Chrysler dalla scomparsa. L’autore riprende il filo del racconto andando a ritrovare i protagonisti di un’epoca rivoluzionaria, da John Elkann ad Alfredo Altavilla, agli amici della little Italy di Toronto in un viaggio ideale che parte da Torino e arriva fino ad Amatrice via Detroit, alla ricerca di cosa resta del ciclone Marchionne. «È stato per noi un onore ospitare questa iniziativa», ha continuato Giangiulli, «non solo perché per la prima volta Ebhardt è venuto a Chieti, ma anche e soprattutto perché abbiamo dato voce alle testimonianze di chi ha conosciuto da vicino Sergio Marchionne, uno dei personaggi più illustri della nostra città, e ci ha raccontato aspetti inediti della sua vita e del suo talento. Una figura che può essere annoverata tra i leader più visionari della storia recente. Chieti, la sua città d'origine, ha l'obbligo di ricordala e celebrarla nel migliore dei modi».
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