I ragazzi fuggiti dall’Ucraina scendono in campo con il Chieti

La squadra di pallamano apre le porte ai giovani, il presidente Gallo: «Vogliamo farli sentire a casa» Il sindaco: «I piccoli atleti si sono già ambientati in città, vogliamo coinvolgere le scuole sempre più»
CHIETI. «Il gelato italiano è il migliore del mondo». Kateryna Makarenko, arrivata a Chieti dall’Ucraina lo scorso 26 marzo, sorride nel raccontare di aver scoperto una prelibatezza della cucina italiana. Dei suoi 16 anni sono pochi i momenti di leggerezza che le rimangono. Ha lasciato entrambi i genitori nel suo paese natale, vicino Kiev, e ora ha paura per loro. È arrivata con i compagni di classe Mykyta Pidsosonnyi e Oleg Vaveliyk, tutti legati dalla stessa passione per la pallamano: una volta in città, sono stati accolti dalla squadra teatina. Il 29 aprile Kateryna giocherà una partita con la squadra di casa e questo la rende felice.
Allenamenti, partite, il confronto con i coetanei italiani, l’inglese imparato sui banchi di scuola che le permette ora di comunicare, le fanno dimenticare temporaneamente le bombe di Kiev, le ore di viaggio su un pullman dall’Ucraina alla Slovacchia e poi fino in Italia, la decisione di andare via in fretta e furia, lasciando lì i genitori. Ieri mattina, al palasport di Santa Filomena, a dare il benvenuto ai ragazzini ucraini c’erano anche il sindaco Diego Ferrara e gli assessori allo sport e all’istruzione Manuel Pantalone e Teresa Giammarino. Il Comune ha messo in campo un progetto per regalare ai bambini e ragazzi ucraini giornate di sport e formazione al Pala Santa Filomena con la Federazione Italiana Giuoco Handball e il Kiwanis Italia-San Marino. I minori accolti in città – al momento una ventina, ma ne sono in arrivo altri – sono stati anche integrati nei comprensivi scolastici cittadini. Ieri c’è stato il primo incontro ludico-sportivo. Erano presenti anche le dirigenti dei quattro istituti comprensivi cittadini, il governatore nazionale del Kiwanis Distretto Italia-San Marino, Angela Catalano, e lo staff tecnico della Federazione italiana Giuoco Handball che gestisce il centro a Chieti Scalo.
«Siamo rimasti molto colpiti nel vedere i ragazzi ambientati nella nostra città e dare sfogo qui al loro grande talento sportivo», dicono Ferrara, Pantalone e Giammarino, «sin dai primi arrivi abbiamo aperto le porte della città a queste famiglie e a bambini e ragazzi che sono stati costretti a lasciare la loro vita in Ucraina, per salvarsi dalla guerra. È nostra intenzione coinvolgere di più le scuole, affinché questa giornata di gioco si possa estendere alle classi intere di cui i ragazzi fanno oggi parte, perché questi appuntamenti diventino un ulteriore momento aggregativo. A supportarli ci saranno i tecnici federali che parlano l’ucraino, che saranno per loro un riferimento anche sportivo e umano».
La pallamano Chieti ha subito aperto le porte ai giovani atleti fuggiti dalla guerra. «Ci siamo subito attivati accogliendo quattro ragazzi in arrivo dall’Ucraina», dice il presidente della Pallamano Chieti, Vincenzo Gallo, «sapevamo che erano in fuga e così abbiamo fatto di tutto per intercettarli e accoglierli e ora vivono nel nostro campus e si allenano con noi, ogni giorno, alcuni con grande talento, tanto da essere subito inseriti nei team». Oltre a Kateryna, ci sono anche i compagni di classe e l’allenatrice Anastasia Zemlyana.

