I titolari dei locali: caro bollette, costretti a rialzare i prezzi

18 Febbraio 2022

Baristi e ristoratori: lavoriamo solo per pagare luce e gas E al bancone spuntano i cartelli per scusarsi degli aumenti

CHIETI. Il Green pass da controllare anche per prendere un semplice caffè è solo l’ultima delle nuove incombenze del barista. La pandemia ha sconvolto il mondo di bar e ristoranti che man mano si sono adeguati con sempre maggiori sforzi, ma adesso a togliere il sonno a baristi e ristoratori non è tanto il Covid quanto i nuovi rincari. «Persino i clienti quando entrano da un po’ di tempo mi chiedono se ho aumentato il costo del caffè», dice Andrea Di Muzio che gestisce il bar ristorante Il Miglio, in viale Unità d’Italia a Chieti Scalo, «ormai anche loro sanno che non possiamo fare altrimenti. Ma noi il caffè lo abbiamo lasciato ancora a un euro. Siamo però stati costretti ad aumentare altre cose, ma facciamo di tutto per venire incontro ai nostri clienti abituali, li conosciamo da vent’anni, sono persone a cui teniamo». A causa della pandemia il locale ha cambiato pelle più volte. È nato come semplice ristorante, ma poi proprio la chiusura di un bar vicino per motivi dovuti al Covid ha fatto sì che si sia reinventato anche come bar per servire un’utenza senza più punto di riferimento. Dal 2011 il locale ha anche un impianto fotovoltaico, ma nonostante questo la crescita del costo dell’energia elettrica si sente: «Non potrebbe essere altrimenti», dice il titolare, «la semplice macchina del caffè di un bar assorbe almeno 4 kilowatt all’ora, vuol dire che ogni giorno consuma circa 6 euro di energia elettrica».
Qualche locale decide di scrivere una comunicazione destinata ai clienti proprio per motivare il costo più alto dei prodotti. Al bar-tavola calda Lavori in corso, a Madonna delle Piane, attaccato al bancone si legge: «A seguito degli ulteriori aumenti delle materie prime e dell’aumento delle utenze primarie fino anche al 40%, siamo spiacenti di comunicare che il listino prezzi subirà un lieve aumento». Antonella D’Aloisio, che gestisce il locale con l’aiuto del figlio Alessio D’Alessandro, però ha deciso di lasciare il caffè ancora a un euro: «Sì, il caffè abbiamo cercato di preservarlo. I rincari ci sono sempre stati, il problema è che arrivano dopo un periodo che è già molto critico. E ora non riusciamo a far fronte anche al caro-bollette». L’imprenditrice dice di essere in difficoltà, ma ha una clientela affezionata che cerca di preservare: «Con questa attività commerciale», spiega, «cerchiamo anche di dare un servizio a una zona che è molto trafficata. Peccato per il decoro urbano che manca: negozi sfitti lasciati sporchi, nettezza urbana spesso carente, verde pubblico poco curato. Per questa zona, che non è una periferia della città, si potrebbe fare molto di più».
Il caro-bollette è un problema anche al bar ristorante Montino, in via Pescara allo Scalo: «Non è ancora terminato l’effetto Covid», dice il proprietario Ivan Montino, «che ora ci si mettono anche i rincari delle materie prime: il costo del pesce è quasi raddoppiato, quello di elettricità e gas è diventato salatissimo. Purtroppo la gente esce ancora poco, la paura del Covid si continua ad avvertire. Noi siamo stati costretti a ridurre il personale per andare avanti».
Anche per Antonino Scarinci, del bar-ristorante-tavola calda Il Vicolo, in centro storico, «ci vuole coraggio per continuare. In questo momento sembra che lavoriamo solo per pagare le bollette. La pandemia ci ha messo di fronte a mille ostacoli, ogni volta più duri. Ora che ci stavamo riprendendo dal Covid arrivano queste tasse record». Il Vicolo si trova a un passo da piazza San Giustino e Scarinci attende con ansia che la piazza sia finalmente terminata: «Almeno recupereremo un po’ d’attrazione».