I trasfertisti Sevel obbligati agli alberghi E l’economia vola

Atessa: 400 operai di fuori nelle strutture indicate da Fca I titolari di hotel: abbiamo assunto altro personale
ATESSA. Alberghi pieni grazie ai trasfertisti Sevel. Accade sulla costa, ma anche nell’entroterra dalla Val di Sangro fino a Lanciano. Si tratta della nuova politica, in vigore da quest’anno, sugli “alloggi” degli operai che arrivano dagli altri stabilimenti della galassia Fca (Fiat-Chrysler) per dare una mano nella fabbrica abruzzese dei furgoni commerciali Fiat, Peugeot e Citroen. Sono circa 400 le tute blu “prestate” alla Sevel, arrivate in maggior numero dallo stabilimento di Pomigliano (attualmente in regime di cassa integrazione a zero ore) a partire dalla primavera per far fronte alla straordinaria salita di mercato del furgone commerciale, ma anche per consentire ai dipendenti Sevel di godere delle ferie cosiddette “a scorrimento”, fruibili cioè dal 28 maggio fino al 30 ottobre.
Fino allo scorso anno l’arrivo dei trasfertisti era gestito da Fca (ossia dai vari stabilimenti di provenienza) con un acconto a inizio mese e un conguaglio alla fine. I dipendenti erano liberi di scegliere dove alloggiare e in tanti avevano preferito la formula dell’affitto. Non senza, tuttavia, qualche problema. Perché c’era chi approfittava della situazione e alloggiava nello stesso appartamento con più di una persona per poi dividersi e intascare i soldi della cosiddetta trasferta. Ma da quest’anno le cose sono cambiate. Tutto è tracciabile e fatturato. Ai dipendenti provenienti da altri stabilimenti viene data una rosa di strutture ricettive dove alloggiare in modalità bed&breakfast e Fca paga direttamente agli alberghi e ai ristoranti le quote di alloggio e dei pasti. Non ci sono state richieste di sconti o di trattamenti di favore agli alberghi abruzzesi: una camera singola può costare quindi dai 40 fino agli 80 euro al giorno. Ai dipendenti viene poi concessa una somma di 49 euro per i pasti della giornata da dividere in pranzo e cena in un qualsiasi locale della zona, oltre ad una diaria di 16,50 euro al giorno. E grazie a questa formula sono in tanti, tra titolari di strutture ricettive e ristoranti a gioire, con alberghi pieni da aprile fino ad ottobre.
«Abbiamo dovuto assumere nuovo personale, come guardiania o personale di pulizia», commenta Pino Racciatti, vice presidente dell’associazione di albergatori Amare Casalbordino, «e si crea quindi nuova economia. I dipendenti si trovano in strutture sicure, con servizi, anche di soccorso medico, e hanno la possibilità di conoscere e apprezzare il nostro il territorio. So che in tanti, nel periodo di chiusura della Sevel dal 10 al 20 agosto, hanno deciso di fermarsi in Abruzzo facendosi raggiungere dalle famiglie pagando il supplemento per le persone in più». «Da sempre Sevel ha una tradizione di solidarietà tra stabilimenti», commenta Amedeo Nanni, rappresentante delle Rsa Sevel per Fim-Cisl, «ed è una cosa positiva. Bisognerebbe però conciliare questa scelta anche con l’assunzione di giovani disoccupati del nostro territorio. Si potrebbe ricorrere a una metà di trasfertisti e l’altra metà a disoccupati abruzzesi».
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