Il caso di Piermario «Cardiomiopatia d’origine genetica»

14 Maggio 2019

Christian Cerbone come Piermario Morosini (nella foto), il centrocampista del Livorno morto a Pescara il 14 aprile 2012, a soli 25 anni. Anche allora si trattò di morte improvvisa, un arresto...

Christian Cerbone come Piermario Morosini (nella foto), il centrocampista del Livorno morto a Pescara il 14 aprile 2012, a soli 25 anni. Anche allora si trattò di morte improvvisa, un arresto cardiaco da fibrillazione ventricolare. Una morte purtroppo ancora esistente nei soggetti giovani, che può avvenire anche in un cuore sano ed é difficile da prevenire e prevedere. La fibrillazione ventricolare può avvenire anche in soggetti sani, ma é statisticamente molto difficile accertare da cosa è provocata. Morosini si accasciò improvvisamente sul campo alla mezz’ora del primo tempo durante un’azione offensiva del Pescara. Il calciatore dopo una corsa lontano dal pallone cadde faccia a terra. Immediatamente le due panchine e i guardalinee accorsero in suo aiuto, L’arbitro Baratta fermò il gioco per permettere i soccorsi. Partì subito la ventilazione artificiale e il massaggio cardiaco: sul campo e lungo tutto il tragitto in ambulanza fino al pronto soccorso. Poi la defibrillazione e l’arrivo in ospedale. Il cuore di Morosini non riprese però a battere. La perizia della Procura rivelò una cardiomiopatia aritmiogena di probabile origine genetica. (p.c.)