Il centrosinistra si allea con FdI: il voto a Ortona diventa un caso

20 Giugno 2022

Fa discutere l’apparentamento tra Cocciola e Di Nardo per battere il sindaco uscente Castiglione Febbo (FI): «È contro natura». Paolucci (Pd): «Un accordo per il potere». Ma Tavani difende il partito 

ORTONA . «Le elezioni comunali solitamente hanno una valenza amministrativa. In alcuni casi, però, hanno avuto anche dei risvolti a livello regionale. Staremo a vedere». Le parole del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo testimoniano l’effetto che potrebbe avere l’apparentamento tra il centrodestra di Angelo Di Nardo e quella fetta di centrosinistra che sostiene la candidatura a sindaco di Ilario Cocciola. «Siamo uniti contro un sistema che ha puntato solo a conservare il proprio potere», afferma proprio Cocciola. «Abbiamo deciso di fare una scelta responsabile, non facile, ma necessaria per la nostra città». Aggiunge Di Nardo: «L’accordo è stato in qualche modo fisiologico, alla luce dei cinque anni di opposizione condivisi con diversi esponenti della coalizione che sostiene Cocciola, insieme ai quali abbiamo spesso elaborato proposte unitarie e dato vita a battaglie comuni. Tutto ciò ha agevolato notevolmente il confronto, franco e cordiale, che c’è stato tra me e Ilario: un confronto che ci ha consentito di superare gli steccati ideologici, lasciando spazio ad una convergenza sulle idee, sulle proposte e sui progetti in grado di rilanciare la città». Ma l’intesa desta scalpore: a livello locale il sindaco uscente Leo Castiglione l’ha definita «fantapolitica», e si chiede «come faranno ad andare d’accordo sui piccoli e grandi temi». Ma la questione dell’apparentamento tiene banco anche fuori dai confini cittadini.
FEBBO
Ufficialmente Forza Italia non è in campo nella competizione elettorale, ma c’è una lista (Forza Leo per Ortona) composta da alcuni esponenti vicini al partito che sostengono Castiglione. A tal proposito il consigliere regionale forzista, Febbo, ricorda che in queste elezioni «non abbiamo trovato condivisione con il centrodestra». E prende le distanze anche dall’apparentamento. «È contro natura, soprattutto rispetto a quelle che erano le dichiarazioni iniziali di Cocciola e Di Nardo. Hanno trovato una sintesi che dovranno spiegare alla città».
PAOLUCCI
L’intesa non convince nemmeno il consigliere regionale del Pd, Silvio Paolucci. «Un apparentamento spregiudicato ed innaturale: un vero e proprio accordo di potere per il potere», dice. «L’appello a tutti i democratici, progressisti e riformisti è di respingere questa deriva che, peraltro, porterebbe solo a una stagione di ingovernabilità e inevitabile conflittualità».
MUSA
Il segretario cittadino del Pd, Franco Musa, rincara la dose: «Il patto svela ogni dubbio sulla natura della coalizione elettorale, messa insieme con un disegno preciso», afferma tirando in ballo insieme a Cocciola anche altri profili che - seppur civici - sono vicini al centrosinistra, quali Gianluca Coletti e Giorgio Marchegiano. «Rivendicavano di essere progressisti, ora fanno accordi con il partito di Giorgia Meloni».
TAVANI
E da Fratelli d’Italia è il coordinatore provinciale Antonio Tavani a difendere le scelte fatte: «Non sono altro che la conclusione naturale di cinque anni di opposizione all’amministrazione Castiglione», commenta. «Noi stiamo con chi ha condiviso con noi tante battaglie, un raggruppamento dove peraltro c’è un nostro alleato storico qual è l’Udc. È una scelta che chiama a raccolta quel 60% di ortonesi che non si vuole riconoscere nell’azione amministrativa del sindaco uscente».
GRUMELLI
A proposito di Udc, il coordinatore cittadino Eduardo Grumelli, che già al primo turno ha sostenuto la candidatura di Cocciola, parla di «un grande gesto di coraggio e maturità politica. Le difficoltà nell’associare una coalizione moderata e progressista a una realtà conservatrice si sono fatte sentite fortemente, ma è prevalso un senso di responsabilità». E conclude: «Qualsiasi sarà l’esito, si tratta di un importante cambiamento di prospettive per la città, che vede siglare un patto senza sotterfugi o sotto tavoli lontani dalle esigenze della comunità».
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